Perchè?

Siamo tutti fatti così.

Quando ci predomina un pensiero esclusivo, qualunque cosa — per casuale ed avventiccia ella sia — ci capiti sotto i sensi; pare a noi debba intimamente connettersi a quanto ci preoccupa.

Laonde:

— Il vecchio?... i lupi?... — pensò il colosso fra sè — che abbiano voluto parlare del mio povero padre?...

E stette ad un pelo di uscire dal suo nascondiglio, per correr dietro a’ sconosciuti, che avevano scambiato quelle misteriose parole e chiederne loro la spiegazione. Ma, in quello istante medesimo, un certo mugolio, che partiva dallo interno di quelle istesse ruine, tra le quali egli trovavasi celato, e che mal si distingueva se d’animale, o se d’uomo, venne a ferirgli l’orecchio.

Era una specie di braìto roco e monotono, che aveva insieme del rantolo e dello sbadiglio.

Terremoto col sudore ghiacciato su la fronte, tanto era il suo terrore, si diresse a tastoni verso il punto donde procedeva la voce, che, a misura egli le si accostava, andava sempre più assumendo il tuono querimonioso del gemito.

Nel mutare un ultimo passo per farlese anche più vicino, urtò del piede in alcunchè di cedevole e molle, che stette per farlo traboccare.

Chinandosi, allungò allora una mano e — dopo aver brancicato un momento per l’aria — riuscì a posarla su di un corpo steso sul lastrico, che non tardò guari a riconoscere per una creatura umana ravvolta entro un lenzuolo.