Consci di ciò:

— Bene! meglio! — sclamavano intanto molti dei suoi avversarî — il lupo s’accalappia da sè medesimo!... lo sfogo è ristoppato!.... addosso! addosso!

E si cacciarono inanzi con maggiore irruenza.

Ma — perchè giorno chiaro — non avvisarono di procacciarsi lume, e dentro quel cunicolo, angusto così, che due costa a costa penavano ad inoltrarvisi, regnava il buio cieco della notte.

Malgrado ciò, proseguirono animosi ad accalcarsi sotto la sua volta depressa, tra le sue umide pareti, pigiandosi l’un l’altro alle reni, nell’ansia che animava gli ultimi di raggiungere i primi.

Alle grida clamorose, era susseguito un bisbigliare sommesso, quasi il silenzio.

Era il portato delle tenebre.

Quella infornata di carne umana spariva lenta lenta per l’entratura della intercapedine. — Si capiva che i primi procedevano tastoni. — Ormai non rimaneva più al di fuori che una coda di pochi, i quali marcavano il passo, scalpicciando come i cavalli impazienti.

Quando improvisamente si manifestò un moto regressivo e come di regurgito.

Al riguardoso pissi pissi tornò a succedere il clamore; ma questa volta non erano più voci di collera e di minaccia: erano strida di spavento, d’orrore.