Scemato tuttavia il primo terrore, un sentimento di vergogna a un tempo e un desiderio di vendetta, li animò a tentare la riscossa. — Le tavole, su le quali avevano valicato la fossa circuente il castello, potevano medesimamente servire per traversare l’orifizio del pozzo. — Accorsero a munirsene e scesero di nuovo nella via sotterranea.
Ma troppo tardi.
Il colosso, nel frattempo, ne aveva sgombro completamente lo sfogo esterno e se l’era dato a gambe trasportando seco il loro commilitone ferito.
Capitolo XIII. Amore.
Sul medesimo lettuccio, che accoglieva poco prima il cadavere della madre di Terremoto, giaceva adesso il nostro Neruccio, che — nel tragitto dal castello di Camia alla capanna dello antico castaldo — era uscito di sentimento.
Al suo capezzale tenevasi seduta s’uno scannello Bianca della Staffa; da’ piedi del letto, lo stesso castaldo.
Esaurita la prima parte della missione affidatagli dalla sua padroncina, Terremoto erasi immediatamente riposto in cammino per adempiere alla seconda: la ricerca del suo vecchio signore.
Nè Luca Rinolfo stette guari a seguirlo, per andarsi a situare come in vedetta su la soglia della propria casipola.
A ciò lo aveva consigliato il figliuolo, suggerendogli che — qualora vedesse accostarsi qualcuno in apparenza nimica — aiutasse il giovine ferito a trarsi di letto ed, insieme a Bianca, lo facesse nascondere entro una piccola grotta naturale, che s’incontrava a breve tratto al di là della Chiappa sul piede di monte Osèro.
Per conseguenza, quando Neruccio — riavendo i sensi — aperse gli occhi e li girò intorno meravigliati, si trovò solo con Bianca.