— T’incocci assolutamente al silenzio?
— Ve lo ripeto: io so nulla di quanto esigete da me.
— Per non rimetterci di coscienza, ti vuo’ anzitutto particolareggiare quanto ho in animo di farti patire; poi ti deciderai!... spogliato che ti avremo di quelle tue vesti, ti farò vergare a sangue.... la pena de’ valletti, a te, nobiluomo!....
— Fate! fate! sono pronto!
— Quindi, così ignudo, impiccare pei piedi ad un albero, e strappare ad una ad una le ugne, ed applicarti il fuoco dove più ci senti e mazzerare in ogni parte del corpo....
— Fate! fate! sono pronto!
— Infine.... gloriati!.... configgere per le mani e pei piedi ad un legno come Gesù Salvatore e così, a poco a poco, scorticar vivo!
La voce morì in un rantolo tra le fauci infuocate del misero, sottoposto in prevenzione a quella tortura morale.
Non ebbe forza di rispondere una terza volta:
— Fate! fate! sono pronto!