Pochi minuti dopo, i soli gemiti dei feriti e dei morienti rompevano il silenzio di quella notte funesta.
Affrettiamoci, intanto, a dire che il giorno 12 del susseguente mese di maggio, raunatisi gli anziani, deliberarono unanimi il partito di dimostrare la «displicentia» grande per la «noglia» causata al pontefice dall’orrendo caso occorso, nella notte fra il sabato e la domenica delle Palme, con lo imporre e promettere «talea di quattrocento ducati d’oro da pagare a ciascuno che amazarà gli capi, cioè Andrea Baijardo et Maximiliano Balistrero, et gli altri loro sequaci cento per ciascuno di loro come rebelli de N. S. et inimici de la patria propria.» — I Nicelli e i Camia, siccome assai meno noti e non cittadini di Parma, andavano compresi tra i «sequaci» del Baiardi e del Balestrieri.
Come parve sedato il tafferuglio, si schiusero le porte della cattedrale, e papa Paolo III, seguito da tutta la sua Corte e da’ più ragguardevoli rappresentanti della cittadinanza, traversò la piazza portandosi al Vescovado; mentre i confratelli della Misericordia raccoglievano d’in sul lastrico i morti ed i malvivi.
Il nostro giovine soldato erasi frattanto mantenuto in fazione su la porta del Battistero, nel vano della quale stava rimpiattata, gemendo e piangendo sommessamente, la leggiadra creatura, ch’egli aveva preso in tutela e su la quale non sapeva astenersi dal volgere, tratto tratto, sguardi improntati del più vivo interessamento. — Avrebbe voluto e non osava indirizzarle la parola, e, siccome gli pareva di scorgerla sempre più accuorata ed inquieta, cominciava a sentirsi in qualche imbarazzo sul partito, cui meglio gli convenisse appigliarsi; quando — all’uscire del corteo pontificio, che tornò a rischiarare la piazza con le sue faci — vide un vecchio gentiluomo guatare ansioso tutto all’ingiro e, preceduto da un fante che recava una torcia, dirigersi verso di lui: nel tempo istesso la giovane sua protetta slanciarsi dal proprio ripostiglio e corrergli incontro a braccia aperte.
Il vecchio se la strinse al seno affettuosamente, chiedendole sollecito ove fosse riparata e per qual modo scampata ad ogni pericolo e — come lo intese — si avvicinò premurosamente al soldato e:
— Il tuo nome, giovinotto? — gli dimandò.
— Neruccio Nerucci — questi rispose.
— Bene! — soggiunse il vecchio, traendosi di collo e porgendogli una pesante catenella di oro — serba questa in ricordo nostro: quanto a noi, stà riposato che nulla al mondo potrà mai farci dimentichi del servigio che tu ci hai reso!
E, con la fanciulla ed il servo, tirò via alla volta della Piazza maggiore.
Quella, per altro, prima di andarsene, rivolse al suo difensore un così tenero sguardo di viva riconoscenza, che a lui riuscì anco più caro del prezioso monile.