[4]. I nomi dei benemeriti cooperatori al detto Giornale, colla indicazione delle lettere iniziali con cui segnarono i loro articoli, sono i seguenti: A. Alessandro Verri — B. Baillon — C. Cesare Beccaria — F. Sebastiano Franci — G. Giuseppe Visconti — G. C. Giuseppe Colpani — L. Alfonso Longhi — NN. Luigi Lambertenghi — P. Pietro Verri — S. Pietro Secchi — X. Paolo Frisi.

Questo catalogo è stato stampato la prima volta da Lalande, nella Relazione del Viaggio ch'egli fece in Italia due anni dopo la cessazione di quel giornale. Veggasi Voyage d'un Français en Italie, edizione di Parigi, 1709, tom. I, pagina 374.

[5]. «La Ferma generale ha avuto principio nel 1750 per opera del generale Pallavicini, ministro plenipotenziario, il quale abolì i separati appalti delle Regalie del sale, tabacco, polvere ec., e, riunendole in un sol corpo, le affidò ad una compagnia di Bergamaschi, che avevano poco o nulla al mondo, ma che affrontarono arditamente la fortuna. Essi pagavano alla Camera cinque milioni all'anno, e ne ritraevano di netto prodotto sei milioni e mezzo, onde centomila annui zecchini ne avevano di profitto dal solo negozio. Dico dal solo negozio, perchè indirettamente poi essi avevano poste tali angarie alla filanda delle sete, che buona parte della raccolta de' bozzoli del paese cadeva nelle loro filande, che erano sparse nello Stato, e comparivano col nome di supposti proprietarii. Oltre di che essi ne ritraevano molti altri proventi incalcolabili; e così si fecero grandi e doviziosi». — Verri in una Memoria inedita.

[6]. Data da Vienna il 10 aprile 1764. — Sì questa che le altre lettere e documenti ufficiali, di cui si è fatto uso nelle presenti Notizie, esistono nell'Archivio nazionale di questa città.

[7]. Diploma del 17 dicembre 1765.

[8]. De' 29 novembre 1770.

[9]. Piano per la regia amministrazione delle Finanze, da cominciarsi l'anno 1771.

[10]. Veggasi il progetto della tariffa sopra accennato.

[11]. Verri, nel citato piano per la regia amministrazione delle Finanze.

[12]. Milano, presso Giuseppe Marelli, della Prefazione, pag. 10.