[117]. Liutprand., lib. 2, cap. 15.
[118]. Giulini, tom. 2, pag. 153.
[119]. Dissert. Med. Æv., tom. VI, pag. 325.
[120]. Tom. 2, pag. 163.
[121]. Giulini, tom. 2, pag. 267.
[122]. Che egli voleva in quel luogo costruire una fortezza, colla quale, non solo i Milanesi, ma molti principi d'Italia altresì avrebbe saputo tenere in freno.
[123]. Luitprand., lib. 3, cap. 4.
[124]. Gli concedette di poter cacciare il cervo nel suo parco, il che mai accordato non aveva alcuno se non se ai carissimi ed illustri suoi amici.
[125]. Mentre presso le mura della città cavalcava.
[126]. Nella propria lingua, cioè nella teutonica, così parlò ai seguaci suoi: Io non sono Burcardo, se non faccio che gli Italiesi tutti si servano di un solo sperone, e per cavalcatura si valgano di cavalle pregne o deformi. Punto non curo la solidità o l'altezza di quel muro; giacchè, col solo gettare la mia lancia, morti precipiterò dal baluardo i nemici.