[127]. Venne a Pavia e col consentimento di tutti assunse il regno.
[128]. Liutprand., lib. 3, cap. 5.
[129]. Ugone e Lotario regi.
[130]. Liutprand. lib. 4, cap. 6. — Arnulph., lib. I, cap. 1 et 2, in Rer. Ital. Script., tom. 4.
[131]. Giulini, tom. 2, pag. 208.
[132]. Liutprand., lib. V, cap. 4 e seg.
[133]. Tristani Calchi, Hist. Patr., lib. I, pag. 18. — Alciati, lib. II, pag. 125.
[134]. Mentre nel nome di Dio, nella città di Pisa, alla corte dei signori re, dove il signor Ugone e Lotario gloriosissimi ai re presiedevano, sotto le viti, là dove topia (pergola) si chiama, entro la corte medesima, ec.
[135]. Muratori, Antiq. Med. Ævii, tom. I, pag. 953.
[136]. Mentre nel nome di Dio, al monastero del santo e confessore di Cristo, Ambrogio, ove sepolto riposa il di lui corpo, ove il sig. Lamberto, piissimo imperatore, presedeva, in una casa della stessa santa chiesa milanese, in una lobia (terrazzo, anzichè portico, come interpreta il Du Cange) della casa medesima, sedeva a giudicare Amedeo, conte del palazzo, insieme con Landolfo, nominato arcivescovo, affine di amministrare a tutti giustizia e deliberare, ec.