[137]. Giulini, tom. II, pag. 473.

[138]. Nel nome di Dio, essendo che nella città di Milano, nella corte del ducato, entro la lobia della stessa corte sedeva a giudicare Magnifredo, conte del palazzo, e conte dello stesso contado milanese, per amministrare giustizia a ciascuno, risedendo con esso Rotcherio, visconte della stessa città, ec.

[139]. Giulini, tom. II, pag. 469.

[140]. Confermo che tutti i miei servi e le mie ancelle siano Aldioni, ed appartenga la loro brigata (mundium) allo stesso ospedale, ricevendo essi un soldo per testa ciascuno, siano maschi o femmine; e così voglio pure che quegli uomini miei che consueti sono, col vitto giornaliero, a prestarmi le opere loro, stabilisco che qualora lavori debbano eseguirsi, compiano i detti lavori, ricevendo il vitto dallo stesso ospedale.

[141]. Questo ospedale sia diretto e governato da Warimberto, umile diacono dall'ordine della santa chiesa milanese, nepote mio e figlio della buona memoria di Ariberto di Besana ne' giorni della sua vita.

[142]. Giulini, tom. II, pag. 110.

[143]. Da coerenza a questa da due parti tenente Ursone, e così pure l'isola comense, dalla terza parte il podere di San Vittore di Missaglia, dalla quarta il podere di San Pietro di Civate.

[144]. Giulini, tom. II, pag. 199.

[145]. Giulini, tom. I, pag. 366 e 471.

[146]. Giulini, tom. I, pag. 72.