[267]. Dodici scudi.

[268]. Rer. Italic. Script., tom. IV, pag. 26.

[269]. Giulini, tom. IV.

[270]. Oh Milanesi insensati! Chi vi ha affascinati? Ieri acclamaste il primato di una sola sede; oggi confondete lo stato di tutta la Chiesa; veramente mostrate di avere a schifo una pulce, ed un cammello inghiottite. Forse queste cose meglio non disporrebbe il vescovo vostro? Voi direte per avventura: veneranda è Roma nell'apostolo. Lo è difatto; ma non è da disprezzarsi Milano in Ambrogio. Che sì che queste cose non sono scritte senza motivo nei Romani Annali, perciocchè dirassi in avvenire Milano assoggettata a Roma.

[271]. Giulini, tom. IV, pag. 40.

[272]. Ecco il vostro metropolitano, fuor dell'usato, viene in Roma chiamato al sinodo.

[273]. Giulini, tom. IV, pag. 54.

[274]. Detto, tom. IV, pag. 47.

[275]. Il che fatto si dice con grandissima arte ed astuzia dal monaco Ildebrando, il quale, oriundo di Soana, città dell'Etruria, alla prontezza dell'ingegno riunita aveva non mediocre erudizione delle sacre lettere; e tosto, per il suo gran merito, fu ammesso nell'ordine de' cardinali, e più di tutti distinguendosi per il vigore dell'animo, facilmente ottenne il primo luogo tra i sacerdoti.

[276]. Tristan. Calch. Hist. Patr., lib. VI, pag. 130.