[307]. Sembra al nostro discernimento che, secondo il tenore del nostro comandamento,... tu faccia.
[308]. Ivon., part. VI, cap. 405.
[309]. Giulini, tom. IV, pag. 388.
[310]. Come leggiamo essere stato dai santi Padri stabilito, esecriamo l'eresia simoniaca nelle sacre ordinazioni e nei benefizi ecclesiastici, ed in ogni modo vogliamo radicalmente dalla Chiesa estirparla.
[311]. Stabiliamo ancora a norma delle istituzioni dei santi Padri, e della forma della Chiesa primitiva, che ad alcuno dei cherici non è lecito il possedere benefizi delle chiese, se, dopo di avere rinunziato tutto il proprio, non vuole farsi discepolo di quello alla di cui sorte sembra essere eletto. Se però alcuno vuole rimanere di fuori, non gli togliamo il chericato, solamente gli vietiamo il godere benefizi ecclesiastici.
[312]. E perchè alcuni nella santa Chiesa, tanto cherici, quanto laici, per successione paterna... l'arcidiaconato, o l'arcipresbiterato o il cimiliarcato, o anche qualche parte dei benefizi spettanti agli uffizi delle chiese, finora si sono sforzati di possedere: in questa sacra adunanza è stato fissato e definito ad universale notizia che se alcuno, mosso da questa nefanda cupidigia, tentasse ulteriormente di possedere una chiesa e presumesse di ottenere per eredità il santuario di Dio, secondo la voce profetica, soggiaccia al vincolo dell'anatema, fintanto che ravveduto non si mostri.
[313]. Paghi ogni anno nel mio annuale ai canonici e decumani a custodi della stessa Chiesa che non abbiano moglie, e che all'annuale intervengano, per ciascun canonico quattro denari, due ai custodi e decumani.
[314]. Se però alcuno di que' canonici fosse infermo, anche non intervenendo egli a questi annuali, voglio che abbia questa benedizione, e se alcuno fosse ammogliato, voglio che sia privato di questa benedizione.
[315]. Quest'asserzione è contraria a quella del conte Giulini, il quale, sul testimonio d'una moneta pubblicata dal Muratori, in cui v'è il nome solo Mediolanum, e dall'altra sant'Ambrogio, che l'incisore ha rappresentato a testa nuda senza la mitra, ha argomentato che appunto verso la metà del secolo duodecimo, essendosi inventato l'ornamento vescovile della mitra, la moneta dovesse essere anteriore a quell'epoca. Se quel dotto cavaliere (che cessò di vivere il giorno 26 dicembre 1780, giorno in cui perdemmo il benemerito nostro cronista, ed io in particolare un amico) riconoscesse ora la moneta che conservo presso di me, vedrebbe l'inesattezza di quell'incisore, poichè ella è posteriore all'introduzione della mitra, che realmente è scolpita sul capo del santo arcivescovo.
[316]. Tealdo, detto arcivescovo milanese, e Guiberto ravennate, i quali con inudita eresia e superbia si sono levati contra questa santa chiesa cattolica, sospendiamo totalmente dall'ufficio episcopale e sacerdotale, e sopra di essi rinnoviamo l'anatema già pronunciato.