[317]. Giulini, tom. IV, pag. 226.
[318]. Giulini, tom. IV, pag. 423.
[319]. Sia fatto, sia fatto.
[320]. Giulini, tom. V, pag. 260.
[321]. Giulini, tom. V, pag. 485.
[322]. Detto, tom. V, pag. 403.
[323]. I Pavesi e i Milanesi stabilirono e giurarono tra di loro patti i quali ad alcuni sembrano essere stati troppo contrari alla maestà imperatoria ed all'autorità apostolica; avendo que' cittadini giurato tra di essi di conservare le persone loro e i loro beni contra qualunque mortale nato o nascituro.
[324]. Anselmo di Buis, arcivescovo milanese, quasi ammonito per autorità apostolica, studiossi di radunare dalle diverse parti un esercito, col quale si impadronisse del regno babilonico, e con questo avvisamento prevenne la scelta gioventù milanese, perchè le croci assumesse e cantasse la canzone di Ultreja, ultreja. E alla voce di quest'uomo prudente, uomini di qualunque condizione per le città de' Longobardi, per le ville e per le castella, pigliarono le croci e cantarono quella canzone di Ultreja, ultreja.
[325]. Landulph. Jun., cap. 2.
[326]. Giulini, tom. IV, pag. 430.