[549]. Giulini, tom. VII, pag. 227.

[550]. Balut., tom. II, pag. 662.

[551]. Giulini, tom. VII, pag. 334.

[552]. Giulini, tom. VII, pag. 483.

[553]. Fu scolpito in marmo sedente sopra un cavallo, il che fu reputato grande vituperio. Questi il primo fu a fare imprigionare gli eretici.

[554]. Nuove leggi promulgate furono contra gli eretici, dei quali moltiplici erano le sette e con nomi stranissimi distinte; perciocchè, oltre i Patareni, dei quali ho fatto già menzione parlando di Arnolfo, nominavansi i Catari, i Carani, i Concorezii, i Fursici, i Vanii, gli Speronisti, i Carantani, i Romolarii; e questa peste non meno attaccavasi alle femmine, che agli uomini. Fu all'uno e all'altro sesso vietata questa superstizione, minacciandosi pena capitale e distruzione delle case a coloro che in essa perseverassero, o i colpevoli nelle case loro ricevessero, o in altro modo gli aiutassero. E nell'anno seguente, correndo il mese di gennaio, Goffredo, cardinale di San Marco, legato pontificio, entrato in Milano, stabilì per legge (di comune consenso tuttavia dell'arcivescovo, degli ordinari e del popolo), che il pretore di pena capitale punisse entro dieci giorni coloro che dannati fossero per giudizio ecclesiastico.

[555]. Tristan. Calch. Hist. Patr., lib. 8, pag. 269.

[556]. Corio, parte seconda, foglio 72.

[557]. Stabilito avendo lo inquisitore, distrusse le eresie.

[558]. Nazarian., cap. 109, pag. 561.