[559]. Corio, all'anno 1252.
[560]. Diss. Med. Æev., tom. V, pag. 92 e seg.
[561]. La trista vita di un prelato nuoce al suddito ed anche a quello che è consacrato a Dio. — Nella chiesa di Dio non debbono esservi cattivi sacerdoti e diaconi. — I preti cattivi non possono esercitare il loro ministero. — La Chiesa non dee possedere alcuna cosa se non se in comune. — Alcun tristo non può essere vescovo. — Non è lecito ad alcuno lo ammazzare.
[562]. Muratori, Diss. Med. Æv., tom. V, pag. 95.
[563]. Marten. Veter. Script. et Monum. Collect., pag. 1051.
[564]. Perciocchè in questo noi richiamiamo il costume degli antichi Cesari, ai quali, per le illustri azioni sostenute colle vittoriose insegne, il senato ed il popolo romano i trionfi e le lauree aggiudicava; al che col presente esempio della nostra serenità, secondo i voti vostri, da lungi prepariamo la via, mentre, vinta avendo Milano, il carro di quella città, capo certamente della fazione dell'Italia, a voi destiniamo, come la preda e le spoglie dei nemici vinti, e la caparra vi mandiamo avanti delle nostre grandi azioni e della gloria vostra.
[565]. Marten. Collect. Veter. Monum., tom. II, pag. 1190.
[566]. Città, capo della fazione dell'Italia.
[567]. Attualmente si legge l'iscrizione incisa di quel tempo in caratteri semigotici, e sta in Roma nel muro della scala che conduce ai signori Conservatori del popolo romano in Campidoglio, e dice:
Cesaris Augusti Federici, Roma, Secundi