Altrui pungi e diletti,
Mal cauto da le insidie
Che de' tuoi vezzi la natura ordì....
Napoleone continuava a flagellar Milano di balzelli, di ruberie e, nello stesso tempo, ordinava all'obbediente Eugenio Beauharnais, vicerè d'Italia, d'imbandire sontuose feste di ballo a Corte per abbagliare colle cortesie e col fasto i poveri sudditi spogliati. La marchesa Paola Castiglioni non tardò a rispondere alla gentil viceregina che le porgeva invito ad un ballo:
— Grazie! ma nessuna di noi, signore milanesi, possiamo venire.
— Perchè, o marchesa?
— Perchè non abbiamo più giojelli!
Altri motti di spirito di lei divertivano anche Alessandro Manzoni. Ella pregava così il buon Dio: “O Signore, non fatemi morire in carnevale!„ Negli ultimi anni, era presa da allucinazioni gioconde: le pareva di vedere la Corte di Luigi XV coi cavalieri, colle dame, coi doppieri ardenti, e udiva musiche nuove e liete. In un suo taccuino, annotava: “Fenomeno. Musica da me solo udita, e di notte e di giorno. Ebbe principio nel mese di aprile di questo 1824.„
Quando morì, il suo corpo era quasi centenne; la sua anima avea vent'anni![105]
Ma altre allucinazioni pativa, pur troppo, Cristina Belgiojoso.