E, fin d'allora, la Belgiojoso raccomandava che i proprietarii esaminassero i contratti conchiusi cogli affittajuoli, “imponendo a questi dovuti riguardi verso il povero, interrogando i suoi contadini, dandosi di essi qualche pensiero, convincendosi, insomma, che i possedimenti territoriali esigono maggiori brighe, che non il possesso di obbligazioni dello Stato.„

Parole scritte nel 1846; e pajono di jeri!

Queste pagine fanno parte di tutta una serie di Studii sulla storia d'Italia, largo lavoro che mostra l'ampiezza e la cultura di quella mente di donna singolare. Nella dispensa ottava dell'Ausonio, è notevole lo studio su Firenze, dalla cui storia l'autrice trae insegnamenti per l'Italia.

Un giorno del 1846, l'Ausonio uscì con una novità prelibata: una lunga lettera, inedita, di Alessandro Manzoni (divenuta poi tanto famosa) Sul Romanticismo. La principessa sperava che il sommo scrittore, suo concittadino, ne tollerasse la pubblicazione in omaggio ad antiche relazioni d'amicizia che correvano fra loro; ma il Manzoni non le approvò, nè allora nè poi, l'arbitrio della pubblicazione. La principessa gli scrisse una lunga epistola cortese, sostenendo che la lettera Sul Romanticismo le era pervenuta da colui al quale era stata indirizzata (il marchese Cesare Taparelli d'Azeglio); e conchiudeva affermando il principio “è cosa incontestabile che le lettere appartengano a colui cui vennero dirette, e non a chi le scrisse.„ Altri afferma ch'è vero, invece, l'opposto.[106]

Anche l'Ausonio venne proibito dalle polizie d'Italia; ma gli esuli di Parigi avidamente se ne impossessavano appena usciva dalla libreria Dusacq della rue Jacob. Col maggio del 1847, si chiuse la prima serie dell'Ausonio; e nuovi scrittori accendevano di idee, di vita, nuove pagine. Massimo d'Azeglio vi scrisse un ampio articolo, oggi sconosciuto, La sentinella del Campidoglio. La sentinella è Pio IX. Il Pontefice liberale era già salito sul soglio di San Pietro, destando liete speranze.

I tempi incalzano e l'Ausonio da rivista mensile diventa rivista settimanale. Ed esce non più in lingua italiana, bensì tutta in lingua francese, perchè i fratelli latini, i francesi, si accalorino anch'essi per la causa d'Italia! Gl'interessi italiani sono trattati con maggior nerbo; i varii Stati italiani sono considerati nei loro caratteri, nelle loro tendenze; lo stile è più esplicito; la frase è più scottante. Non più moderazione! Un veemente articolo L'Ausonio aux modérés de Toscane comincia: “La modération n'est pas toujours une vertu; elle n'est souvent que le masque de la couardise.„

Già Carlo Alberto brandisce la spada per l'indipendenza italiana, e uno scrittore anonimo ha il coraggio di esclamare: “l'Autriche est perdue!„

Carlo Alberto è l'astro dell'Ausonio, è l'astro ormai della principessa. A cominciare dal 1848, l'Ausonio ha cessato d'essere settimanale per uscire il 5, il 15 e il 25 d'ogni mese.... Ma dobbiamo fare un passo indietro e seguir la principessa in Inghilterra, dove s'abbocca con Luigi Napoleone, che sta per diventare il padrone della Francia, e un giorno darà una mano all'Italia.


Nel Brunswick hôtel, Jermyn street, a Londra, sotto il falso nome di Conte d'Arenenberg, è sceso Luigi Bonaparte. Egli è fuggito il 25 maggio del 1846 dalla fortezza di Ham, dove re Luigi Filippo l'avea fatto rinchiudere, per punirlo della sollevazione tentata a Boulogne a favore dei Bonaparte. Dalla celebre fortezza di Stato il principe è scappato negli abiti d'un muratore.... Fuga romanzesca.... e avvenne così: