“Concedi alle nostre famiglie di pregarti nelle chiese delle nostre città e delle nostre campagne. Concedi ai nostri figliuoli di pregare sui nostri sepolcri. Sia fatta peraltro non la nostra, ma la tua volontà, o Signore!„
Ma la principessa voleva incontrarsi in un'altra augusta figura, in Carlo Alberto, l'unico principe italiano che avesse snudata la spada per la libertà: Carlo Alberto, nel quale Cristina Belgiojoso fidava sempre più. Ed ella gli scrisse. È una lettera franca, datata dal paesello di Belgiojoso dove ella s'era ritirata, in attesa degli avvenimenti:
“13 Aprile, Belgiojoso.
“Sire,
“Perdoni la Maestà Vostra il parlar schietto di persona non usa alle formalità della Corte, ed avvezza ad esprimere senza velo nè reticenza le proprie opinioni.
“La M. V. sa con quanto ardore io desiderassi il di Lei intervento in Lombardia. Sfortunatamente le mie istanti preghiere non furono esaudite se non molto tardi, quando i Milanesi credevano di aver compìto da essi soli il più difficile dell'impresa. Questo ritardo rende ora dubbio ciò che sarebbe stato certo, qualora la M. V. avesse passato il Ticino qualche giorno prima dell'insurrezione di Milano.
“L'opinione mia è sempre la medesima, cioè desidero di tatto cuore la unione della Lombardia al Piemonte e sono incombenzata da persone influenti di Napoli di unire al partito Piemontese di Napoli il partito Piemontese di Lombardia. Dalla risoluzione che prenderanno i Lombardi dipende la sorte di tutta Italia. O noi ci congiungiamo al Piemonte, e non passeranno forse due anni che l'Italia intieramente sarà raccolta sotto la Casa di Savoja; o noi ci erigiamo in repubblica, e Genova ci imita, la forza militare d'Italia, il Piemonte, è ridotta a poco: l'Italia si divide in infiniti Stati e ricadiamo nel Medio Evo. La M. V. può facilmente comprendere quanto io desideri la prima di queste soluzioni.
“Ebbi questa mattina un pressante invito dal rappresentante di una potenza forte ed amica, di mettermi alla testa del partito della unione col Piemonte. A questa persona io feci le seguenti obbiezioni che la M. V. potrà, volendo, solvere. Due partiti sono ora in presenza, in Milano, il Piemontese ed il Repubblicano; il Piemontese è composto della aristocrazia Milanese, cioè di coloro che erano un anno fa amici dell'Austria, del Governo Provvisorio e di quelle persone che sono mosse dal timore di perdere i titoli o i denari. Questi sono e divengono di giorno in giorno invisi al popolo; commettono errori madornali; introdussero disordine in tutte le amministrazioni; saranno fra non molto rovesciati dal popolo, ed in qualunque caso la opinione loro indisporrà la parte sana della popolazione.
“Il partito della Repubblica si compone del ceto medio, della gioventù e del popolo.
“Io non posso accordarmi coi primi e, d'altronde, quand'anche lo facessi, non produrrei nessun vantaggio al partito medesimo; imperocchè non passeranno quindici giorni che l'avere quei signori proposta una cosa, basterà perchè sia respinta dal popolo.