— Ma, allora, chi è sepolto nel cimitero?...

Quel cadavere, d'un uomo altissimo, consunto dalla tisi, con piccoli mustacchi biondi cascanti, era imbalsamato.

Le autorità si recarono al piccolo camposanto di Locate, insieme col dottor Zuffi, e fecero disseppellire la bara, dove, secondo le indicazioni del fossajuolo, doveva esser sepolto Gaetano Stelzi....

La bara vien tolta dalla fossa e portata all'aperto.... La curiosità si dipinge vivissima sui volti degli astanti.... Il feretro viene schiodato con ogni cura, e spalancato.... Ma, invece d'un cadavere, che cosa mai si vede entro la cassa?... Un tronco d'albero!...

Ma come era avvenuto il seppellimento del tronco d'albero? E com'era avvenuto il trasporto del cadavere imbalsamato di Gaetano Stelzi fino a Locate?... Come era stato posto nell'armadio?... E da chi?... Il tronco d'albero andò a finire su un camino, e la povera salma imbalsamata venne seppellita, finalmente, nel posto del tronco!


Nel generale scompiglio del 1848, tutto era possibile. Le verificazioni ufficiali, le vigilanze.... tutto era in balìa degli eventi, del caso.

Quel Gaetano Stelzi era un povero giovane milanese, che lavorava colla Belgiojoso al Crociato: era dottore in leggi, colto, gentile di modi e d'ingegno. Consunto da tisi, l'infelice, a soli ventisette anni, spirò a Milano il 16 giugno del '48: spirò d'improvviso, per uno sbocco di sangue, nella casa in via Borgonuovo n. 1531 (ora n. 20), davanti all'esterrefatta principessa, la quale, non volendo che la morte distruggesse rapidamente quel volto, ordinò a un operatore che ne arrestasse per il momento la decomposizione, finchè il cadavere potesse essere sepolto; e quell'operatore, illudendosi di eseguir cosa ancor più gradita alla principessa, lo imbalsamò addirittura!... L'operatore non fu Paolo Gorini di Lodi, come si disse. Povero Paolo Gorini, che mi raccontava un giorno commosso quanta gratitudine egli serbasse alla Belgiojoso, perchè ella lo avea fatto andare a Parigi e ajutato con denaro per le ricerche ch'egli tentava sulle imbalsamazioni, per il suo forno crematorio, per la sua teoria dei vulcani!... Povero e buon Gorini! Emunto, pallido alchimista del medio evo, slanciato dalla capricciosa Natura in pieno secolo decimonono!... Egli era proprio innocente dell'imbalsamazione del dottor Gaetano Stelzi!...

Sul fatto, non è possibile fissare alcuna affermazione, perchè mancano precisi documenti. La storia ci racconta di Giovanna la pazza, che viaggiava col feretro dell'adorato marito, Filippo il Bello; ma la sventurata era demente!... La principessa, benchè scossa da terribile affezione nervosa, acuita in quella sua febbril vita d'agitazioni politiche, non era certo una demente. Si aggiunga ch'ella aveva orrore della morte; aveva terrore degli spettri; i racconti di fantasmi le mettevano i brividi; per paura che le comparissero le ombre dei morti, dormiva sempre con molti lumi accesi nella camera, o meglio, di notte, non dormiva, potendo far proprio il verso del Leopardi:

Per assidui terrori io vigilava.