Non vi sono specchi, e non vi sono vetri. Le finestre, in luogo di vetri, hanno carta oliata; ma dove persino la carta è oggetto di lusso, le finestre sono addirittura soppresse; la luce penetra nell'arem dal camino, che non oltrepassa l'altezza del tetto, ed è molto largo, come quelli delle nostre vecchie case di campagna.
Con questi lieti colori la principessa descrive gli arem, nel principio del suo libro; così suscita l'interesse con arte d'abile autrice.
Ma non sempre ella riesce a interessare vivamente il lettore. Il suo stile procede troppo misurato. Nelle sue frasi risplende di rado un raggio della gran luce d'Oriente che avvolge la sua fantastica figura a cavallo. Poich'ella è una cavalcatrice imperterrita, una domatrice di cavalli.
Un'altra viaggiatrice della Siria, l'inglese lady Ester Stanhope (colei che, per qualche tempo, lavorò quale segretaria di suo zio Guglielmo Pitt e figurò ospite amabile e dignitosa nei ricevimenti politici di lui, a Londra), era intrepida domatrice di cavalli, come l'Ettore di Omero; ma superava ella la principessa lombarda, allevata fra cavalcatori passionati ed eleganti?
La principessa ama il cavallo e lo studia. Nel capitolo Les montagnes du Giaour, descrive il mare di Siria con un nitore di frase che ci ricorda l'autore della Vie de Jésus; descrive i cavalli che trottano giocondi lungo la spiaggia. È un quadro fresco e delizioso.
La Belgiojoso s'inoltra nell'Oriente, e lo ama; ma, portata dal suo spirito pratico d'osservazione, considera nell'Oriente le cose tangibili, non certo i sogni aerei. Così, ad Angora, ferma l'attenzione sulle capre dal pelo di seta, sui bufali, che altrove irrompon selvaggi, ed ivi dimoran miti al pari dei buoi; sugli sciacalli che vengono a bere, come arcadi innamorati, il latte sotto la vostra tenda.... La principessa cavalca e cavalca giornate intiere: viaggia nel fango, qualche volta nella neve, fra montagne tagliate a picco. Passa la notte in poveri villaggi, sempre colla figliuola Maria.
Ed eccola in un villaggio fellah, e in un altro arem; ma, prima, una torma di donne e di bambini viene a incontrarla sulla via per presentarle omaggi come a una regina.
Un altro arem, adunque?... Diciamo pure: molti altri. Poichè v'è l'arem del povero, quello della classe media, quello del riccone; l'arem della provincia e l'arem della capitale; quello della campagna, e quello della città; l'arem del giovane e del vecchio; del mussulmano pio che rimpiange l'antico regime, e del mussulmano scettico, amante di riforme e portante redingote. Ciascuno di questi arem ha il suo carattere, e la principessa lo studia. È raro che il contadino sposi più donne. In generale, sono poligami soltanto i contadini, i quali, nella loro prima giovinezza, hanno sposato qualche vecchia che possedeva alcuni beni....
La principessa studia la famiglia turca, il cui scopo è d'avere il più gran numero di figli, e stabilisce un confronto fra la donna georgiana e la circassa: la prima è capace di tradire il suo signore, l'altra è capace di farlo morire di noja; ma sono belle tutt'e due.