Quale conforto a Cristina questa bella scena della sua bellissima Italia, accanto ai congiunti che finalmente rivedeva, e che amava!
Che cosa importava alla principessa se, a Parigi, si mormorava ancora di lei?... Che cosa le importava, ad esempio, l'inimicizia, la maldicenza d'un sommo: Balzac?
Il celebre romanziere scriveva così da Parigi, sin dal 1838, alla sua Hanska, ch'era in Russia:
“La princesse Belgioioso est une femme fort en dehors des autres femmes; peu attrayante selon moi; pâle, blanc d'Italie; maigre et jouant le vampire. Elle a le bonheur de me déplaire, bien qu'elle ait de l'esprit, mais elle le montre trop; elle veut trop faire d'effet, et manque son but en le visant avec trop de soin et d'application. Je l'avais vue, il a cinq ans, chez Gérard; mais, depuis, elle a retrouvé, par l'influence des Affaires étrangères, sa grande fortune, qui lui permet de recevoir conformément à sa position. Sa maison est bien tenue, on y fait de l'esprit. J'y suis allé deux samedis, j'y ai diné une fois: ce sera tout„.[142]
Addio, addio, ombre piccole, impure! Colei, che non aveva mai arrossito alle impurità, si purifica ora fra gli affetti famigliari, al profumo delle zolle native.
XIX. I salotti di Torino. — Alla vigilia della guerra del 1859.
Il salotto Rorà a Torino. — Il salotto Alfieri. — Il salotto della baronessa Olimpia Savio. — Carattere della società torinese. — Incontro della principessa Belgiojoso con Camillo Cavour nel salotto di Giulia Rorà. — Cavour e l'arciduca Massimiliano d'Austria. — I salotti di Clara Maffei e di don Carlo D'Adda a Milano. — Giuseppe Mazzini viene incognito a Milano. — Sue mire. — L'Histoire de la Maison de Savoie scritta dalla Belgiojoso. — La Principessa recita con Ippolito Nievo. — Una memoranda sera al teatro alla Scala. Gli ufficiali austriaci.
Virginia Visconti d'Aragona, risplendente d'una bellezza serbatasi sino agli ultimi suoi giorni, avea sposato il marchese Bonifazio Dal Pozzo, un gentiluomo dell'antica razza piemontese; era sorellastra di Cristina Belgiojoso e madre della gentil contessa Vittoria Tornaforte e del marchese Claudio Dal Pozzo. Grande artista nell'anima, raffinatissimo nei gusti, il marchese Claudio trasformò la propria antica villa d'Oleggio Castello in una dimora regale, in mezzo a un parco sterminato, che declina verso il Lago Maggiore; e aprì a favore del pubblico una lunga via maestosa che conduce ad Oleggio Castello.
L'altra sorellastra di Cristina Belgiojoso, la più giovane, la più bella, Giulia, sposò il marchese Emanuele de Rorà, capo d'un'antica famiglia piemontese, il quale, alleatosi alle idee del conte di Cavour, accettò il posto di governatore di Ravenna e, più tardi, quello di sindaco di Torino. Il marchese de Rorà s'innamorò di Giulia, vedendola una sera nel teatro alla Scala di Milano.
A Torino, il salotto della marchesa Alfieri e quello della marchesa Rorà erano i centri più frequentati da uomini politici e diplomatici, con Camillo Cavour a capo. La marchesa Alfieri, nipote del grande ministro, ne portava con signorile onore l'inclito nome. Ragguardevole era anche il salotto della baronessa Olimpia Savio (madre dei due valorosi Emilio ed Alfredo Savio entrambi morti nelle guerre dell'indipendenza e cantati sì mestamente da Elisabetta Browning nel canto Mother and Poet, madre e poetessa): il salotto della Savio era alquanto riservato, e non solo patriottico, ma anche letterario, illuminato dalla gloria di Giovanni Prati, che lo frequentava. Olimpia Savio, bella gentildonna dai ricchi riccioli pioventi, e che, vecchia, vidi inondare di lagrime disperate un sasso, ch'ella serbava come santa reliquia (sasso colorato del sangue prezioso d'uno de' suoi figli caduto in battaglia) era gentil poetessa, degna madre dell'ardente, soave e indimenticabile baronessa Adele, che inspirò sì gentile passione al duca di Castromediano; il bel duca bianco, martire delle galere borboniche, morto indegnamente negletto dalla patria, e del quale parla anche Paolo Bourget nelle Sensations d'Italie.