Oh, ma non commedie bensì tragedie, sanguinose tragedie erano ormai imminenti sui campi lombardi!... Tutta l'aria fremeva di guerra. L'arciduca Massimiliano partì colla sposa, richiamato a Vienna dalla Corte, che, stretta ai vecchi diritti della corona, e gelosa, temeva che Massimiliano raggiungesse il suo scopo, non più segreto, di costituire un Regno Lombardo-Veneto, ponendosi egli a capo, egli re!... E quello fu un bel momento d'esultanza per Camillo Cavour! Il grande ministro del Piemonte diede una gran rifiatata; e rise ben di cuore al nuovo errore grossolano, commesso dalla diplomazia di Vienna. Ritirare un principe di generosi ideali, che avea già pensato a un ministero d'italiani, a una Gazzetta italiana e che, col tempo, avrebbe forse vinto molte ostilità!... Quale sbaglio politico per l'Austria! e quale fortuna per l'Italia! E il Cavour trascinava intanto Napoleone III alla guerra dell'indipendenza italiana!...
Una memoranda sera avemmo nel teatro alla Scala. Si rappresentava Norma del Bellini. E Guerra! Guerra! si canta nel magnifico coro fremebondo. E Guerra! Guerra! urlano tutt'i nostri nella platea, nei palchi, alzando e agitando minacciose le braccia verso la loggia di proscenio, a destra, dove sta seduto il generale austriaco Gyulai; il qual Gyulai di scatto balza in piedi, e, pestando la sciabola contro il pavimento, urla anch'esso, inferocito, Guerra! guerra! — e tutti insieme scattano in piedi gli ufficiali austriaci dalle bianche tuniche, che, per vecchio uso, occupano serrati le due prime file di poltrone nella platea; e battono anch'essi furiosi le punte delle sciabole contro il suolo, gridando unanimi Guerra!... Ed è un fragore, un uragano di urli, di trombe, di colpi di tamburi, un inferno; e Guerra! Guerra! si ripete ancora da tutti. Sì: guerra!... Ecco Magenta!
XX. Dopo la battaglia di Magenta.
Particolari della battaglia di Magenta. — La liberazione di Milano. — Memorabile serata nel teatro alla Scala. — Battaglie di Melegnano, di San Martino e Solferino. — I feriti accolti nelle famiglie. — Carme d'un soldato francese. — Carmi di una poetessa inglese. — Camillo Cavour in casa della Belgiojoso. — Massimo d'Azeglio governatore di Milano. — L'Italie, giornale politico, fondato dalla Principessa. — Altre pubblicazioni politiche di lei. — La visione dell'Italia futura.
Una battaglia orrenda; una strage, il cui pensiero fa fremere.... Uno sterminio; e ai feriti mancavano i soccorsi. Non vi erano ambulanze; la Croce Rossa non era spuntata ancora; e nulla la suppliva in quella Magenta, oscuro villaggio lombardo, divenuto d'improvviso famoso sulla terra per la vittoria di Napoleone III, di Mac-Mahon, de' suoi soldati, per l'ajuto possente del nostro Manfredo Fanti, liberatori di Milano!...
Il 4 giugno 1859! Giorno di lacrime in mille e mille famiglie dell'Impero austriaco e della Francia; giorno di ebbrezza pei Lombardi.
Napoleone III avea fissato quel giorno per impadronirsi della riva sinistra del Ticino.... Dov'è il secondo corpo d'esercito di Mac-Mahon?... Seguito dall'esercito di Vittorio Emanuele II, deve portarsi a Turbigo sopra Boffalora e Magenta; mentre la divisione dei granatieri della guardia deve occupare la testa del Ponte San Martino e il terzo corpo d'esercito, quello del maresciallo Canrobert (magnifico tipo di soldato), deve avanzarsi sulla riva destra per passare il Ticino nello stesso punto. Questi forti, votati al cimento, son pronti; son pronti i soldati francesi allo squillar delle trombe, al rullar dei tamburi: e lampeggiano le sciabole brandite e i fucili, all'aurora che sorge placida e maestosa, quasi benedizione solenne a tanti sposi della gloria e della morte.
L'imperatore dei Francesi è là, al ponte San Martino, circondato dai granatieri della guardia: egli comanda tutto l'esercito suo, e frena a stento un impeto: è pallido. Pensa ei forse a Napoleone I che, in altre battaglie, si scagliò contro lo stesso nemico?... L'ungherese generale d'artiglieria Gyulai, dal viso di gatto, sembra tranquillo: a lui è affidato dall'imperatore Francesco Giuseppe II il comando di tutte le armi austriache: ed egli spera ben di tagliare l'esercito francese del Ponte San Martino, isolando così tutti i nemici che passeranno il fiume. Ma il generale Regnaud di Saint-Jean d'Agély, comandante in capo della guardia, slancia la brigata Wimpffen contro Boffalora; e tutti i generali che agiscono a' suoi ordini e i soldati si lanciano al conflitto, che non volge loro propizio. Ecco il generale Clerc!... Mentre guida gli zuavi della guardia alla carica sopra Ponte Vecchio, cade ferito a morte; il generale Wimpffen è ferito al volto; il generale di divisione Mellinet ha due cavalli uccisi sotto di sè, ma persiste e sostiene per quattro ore gli attacchi dell'austriaco, finchè arriva il maresciallo Canrobert colla brigata Picard; e giungon, rapide come folgori, le divisioni Vinoy, Renault, Trochu. Il villaggio di Ponte Vecchio è preso e ripreso sette volte. Mac-Mahon, il predestinato della vittoria, s'avanza con le due colonne, ch'ei comanda, da Magenta a Boffalora; ma da questo villaggio del Ticino gli Austriaci, vedendosi incalzati, sono ormai usciti gettandosi quasi tutti su Magenta.