Chi può pensare che l'intrepida pubblicista trattò sull'Italie persino l'arduo tema della legge dei Comuni, e quello sulla convenzione franco-italiana, che nel 1864 agitava gli animi e le penne?...
Ma l'Italia, sopraffatta à Milano da altri giornali cittadini in italiano, languì presto: e il 15 ottobre dello stesso anno, scomparve. Invece, la maestosa Italie vigoreggiò a Milano sino a tutto il 13 febbrajo del 1861; nel qual giorno si trasferì a Torino, sede, allora, del Parlamento. Infatti, non più nella liberata Milano, bensì a Torino ferveva ormai, di nuovo, il centro della vita politica italiana; ed ivi l'Italie continuò ad uscire ogni giorno, trasportando poi i penati nelle capitali di Firenze e Roma. E, a Roma, l'Italie vive tuttora.
Nessuna difficoltà spaventava la principessa. Nessuna meraviglia, adunque, se pubblicò anco un lavoro sulla politica europea. L'opuscolo Sulla moderna politica internazionale, osservazioni di Cristina Belgiojoso, dimostra la necessità che, in Italia, si formino abili diplomatici.[151]
Prima di quell'opuscolo, l'enciclopedica donna ne avea pubblicato un altro, scritto in un'estate nella pace di Venezia: Osservazioni sullo stato attuale dell'Italia e sul suo avvenire.[152] La Belgiojoso non si preoccupa degli errori e delle sventure della patria; ella confida nell'avvenire con una fede che nessuno de' suoi amici poteva neppure tentar d'offuscare con un solo dubbio; altrimenti, com'ella lo feriva d'acerbe canzonature! La stessa disfatta di Lissa (sulle prime non creduta da lei, come impossibile, poi ammessa nel silenzio del più cocente dolore e fra lagrime amarissime ben rare nelle sue pupille) quella stessa atroce disfatta navale finisce.... col rassicurarla perchè (ella dice) “già l'Italia è corredata d'una forte marina!„ La pittura che la Belgiojoso (con istile bonario) fa delle varie provincie italiane, prima dell'unità, è triste, ma vera.
XXI. A Blevio sul Lago di Como.
Storia del villino della Principessa a Blevio: un frate. — Le grandi beneficenze della duchessa de Plaisance. — Vincenzo Bellini e Giuditta Pasta. — Abominevoli memorie della moglie di Giorgio IV d'Inghilterra. — Maria Letizia Solms-Wyse e Urbano Rattazzi nella Villa Maria. — Il prete mazziniano Tommaso Bianchi. — Nuovo stato psicologico della Principessa e strani fenomeni da lei sofferti. — Le sue lettere al dottor Màspero. — Dame di spirito. — La vedova del conte Federico Confalonieri. — Matilde Juva-Branca e il suo canto. — Un'inondazione notturna.
Un principe moscovita, Schuwaloff, possedeva sulla riva destra del primo bacino dell'incantevole lago di Como — a Blevio — un grazioso villino di stile nordico. Un giorno, desolato per la morte d'una cara, bellissima amica, abbandonò la religione degli avi, si convertì al cattolicismo e si fe' monaco, lasciando in eredità all'ordine dei Barnabiti quel villino, testimone della sua felicità per sempre distrutta. E la Belgiojoso acquistò dai Barnabiti il villino, sorgente a' piedi del lago e mezzo nascosto tra la folta verzura, per passarvi parte de' suoi ultimi anni in pace.
Senza rancori verso la duchessa de Plaisance, la principessa andò ad abitare quasi di fronte all'antica rivale; e non lungi dalla villa Pliniana, eremitaggio della fuggitiva e del principe Emilio Belgiojoso.
Era passata molta acqua sulle rive, ridenti di ville e di giardini; eran passati molti falchi sulla severa Pliniana da quella notte famosa in cui la duchessa de Plaisance, in mezzo al fulgor d'una festa di ballo a Parigi, scomparve vestita di bianco col principe. Emilio Belgiojoso era morto; ma alcuni ricordavano quella voce che cantava nei silenzii delle notti stellate sul lago; e rammentavano qualche aneddoto grazioso di quel gentiluomo raffinato e di spirito. Eccone uno: Una sera, l'antico mazziniano cantava in un'adunanza signorile, dinanzi alla principessa di Metternich, moglie del gran cancelliere austriaco, la quale profondea lodi, deliziata di quella voce. E il principe Belgiojoso:
— Che peccato, è vero, principessa, se Sua Altezza vostro marito mi avesse fatto impiccare?...