— Non conosco questo nome.

— Non si ricorda di me, principessa? Nel Quarantotto?... Nel Quarantotto, sì, principessa, quando....

E la principessa, con un gesto freddo e tagliente:

— Non so niente; non mi ricordo niente.

Il servo turco Bodòz conduce alla porta l'ex milite, e gli fa un bell'inchino.

Era disprezzo del proprio passato questo della celebre patriota?... Voleva ella sconfessarlo?... Disdegnava di ricordare il molto (non vorrei dire il troppo) ch'ella avea profuso sulla scena della vita, in una grand'epoca della storia?...

Con la figlia Maria (che nel 1861 era andata sposa al marchese Trotti-Bentivoglio) la principessa Belgiojoso volle soggiornare una volta nella Villa Pliniana. Un'altra donna non avrebbe posto più piede in una dimora come quella.... La principessa sfidò anche quei ricordi; e non permise che affliggessero il suo spirito.

E soggiornò anche nella villa Trotti a San Giovanni di Bellagio, in quel fulgido bacino della sorridente Tremezzina, dove il lago azzurro sembra che attenda le danze delle fate.

La Belgiojoso s'era, nel frattempo, tanto incurvata che chi la guardava dalle spalle non poteva scorgere il capo di lei.

Le ritornarono penose ansie e strani fenomeni come nella giovinezza. Al dottor Paolo Màspero, sempre medico suo fido, ella narrava, da San Giovanni di Bellagio, sofferenze, che fanno pensare alle teorie di Cesare Lombroso sul genio: