Così Cristina Belgiojoso Trivulzio moriva colla lieta immagine d'un'Italia avviata a quella grandezza per la quale tanto ella s'era agitata in patria e nell'esilio.
Ricevette tutti gli estremi sacramenti della Chiesa cattolica. Ella, che un giorno a Parigi temeva d'essere messa all'indice dal Vaticano per la sua pubblicazione sul dogma (come Camillo Cavour narra nel Diario inedito più volte citato) fu contenta quando apprese che quel libro era uscito incensurato dall'esame di Roma.
La principessa spirò per “ipertrofia di fegato„ alle ore dieci e mezza della sera del 5 luglio del 1871, nell'amatissima sua Milano, dov'era nata il 1808. Contava, adunque, sessantatre anni.[158]
La salma venne benedetta nella chiesa di San Tommaso, piccola chiesa dall'atrio greco, e fu sepolta nel centro del romito cimitero di Locate sotto una tomba di marmo bianco, simile alle tombe antiche, e fregiata di questa epigrafe dettata da Giovanni Visconti-Venosta:
Da un lato:
ALLA PRINCIPESSA CRISTINA BELGIOJOSO-TRIVULZIO — CHE IL VASTO INGEGNO LA VIGORIA DELL'ANIMO LA DEVOZIONE ALLA PATRIA — FECERO BENEMERITA, ILLUSTRE — NEGLI STUDII, NELLA POLITICA, NELL'ESILIO, NEI VIAGGI — TRAVERSO I TEMPI FORTUNOSI E D'ALTI DESTINI IN CUI VISSE — MDCCCVIII — MDCCCLXXI.
Dall'altro lato:
QUI DEPOSE LA SALMA DELLA MADRE AMATISSIMA — LA MARCHESA MARIA TROTTI BELGIOJOSO — INVOCANDO A LEI — CHE FU COSTANTE E GENEROSA SOCCORRITRICE DEI POVERI — QUELLA BENEDIZIONE DI CUI DIO CORONA LA CARITÀ.
I funerali religiosi furono solenni nella chiesa dl San Tommaso; più semplici e più affettuosi, forse, a Locate; in quel borgo, che ora dal nome dei Trivulzio, antichi feudatarii di quel territorio, si chiama Locate-Triulzi. Si era nell'estate; e molti amici della defunta non si trovavano allora in Lombardia, per tributarle l'ultimo omaggio. Qual differenza fra il 1848 e il 1871, fra quel giorno in cui tutta Milano andò incontro alla Belgiojoso, ch'entrava fra gli applausi e i frenetici evviva in città, a capo d'una colonna di giovani volontarii, e il breve corteo d'amici, che dall'angusta via de' Bossi, accompagnava alla chiesa di San Tommaso il feretro della principessa!