“La principessa Belgiojoso è una pazzarella, che starebbe meglio a casa sua in Milano, che in giro sempre all'estero per farsi deridere, per compromettersi forse, e compromettere gli altri.„
Se la principessa avesse potuto leggere questa lettera che solo oggi, dopo tanti anni d'ombra, esce alla luce, come avrebbe riso! Ma ella rideva lo stesso, allora, immaginando ogni sorta di scappatoje e di burle per infrangere tutte le trame che il governatore austriaco di Lombardia tentava contro di lei allo scopo di farla ritornare a Milano, temendo in lei una cospiratrice, pericolosa per lo splendido nome, pel ricchissimo censo, per l'energia della volontà, per la facile fascinazione di lei sul sesso forte.... ch'è debole.
Un bel giorno, il conte Hartig le procura una visita: le manda il bravo suddetto Fermo Terzi in persona, per convincerla ch'ella si trova all'estero senza il passaporto voluto dalle leggi —, che perciò il suo soggiorno nella Svizzera è illegale e deve tornarsene sull'istante a Milano. Ma la principessa spiega sotto gli occhi del Terzi un passaporto “senza limite di tempo„ che ha potuto ottenere dall'Ambasciata austriaca a Firenze: gli fa notare, anche, che il rappresentante d'Austria a Berna lo ha fregiato della sua rispettabile firma, aggiungendovi “buono per la Francia„. E poi non è ella “cittadina elvetica„?...
Il bravo dottor Fermo Terzi è mortificato, a quanto pare, del fiasco; un fiasco leggermente impagliato dai modi graziosi della bella milanese.... E avverte il governatore del Regno Lombardo-Veneto che sarebbe imprudente tentare l'espulsione della Belgiojoso dalla Svizzera, anche per la grande popolarità che la principessa ormai gode sotto il cielo ticinese:
“.... D'altra parte, la principessa non solo gode la protezione dei liberali dominanti, il cui partito comprime la volontà e l'autorità dei provvisorii governanti; ma è anche veduta di molto buon occhio dagli abitanti, in generale, di Lugano, per qualche sua beneficenza verso i poveri, per la bonomia e la popolarità del suo tratto, e per una festa di ballo, data non senza splendidezza....„[13]
Il governatore conte Hartig non sa darsene pace. Scrive al barone Binder, rappresentante dell'Austria a Berna, per pregarlo di fargli conoscere i motivi che lo hanno spinto a rilasciare alla pericolosa principessa quel visto sul passaporto della legazione d'Austria a Firenze, aggiungendovi la magica aggiunta: buono per la Francia. Il povero barone dev'essersi trovato nell'imbroglio anche lui.... E, intanto, la principessa lascia Lugano per Genova.... Nuove inquietudini, allora, dell'Hartig. Il Governatore scrive subito al conte Seufft, rappresentante l'imperatore d'Austria a Torino, perchè la principessa, lasciando Genova dove s'è rifugiata, non possa rendersi che in Lombardia, e le si sequestri il famoso passaporto per la Francia, del quale è munita. I poliziotti di Genova vanno per arrestarla in casa. Ma ella, per una porta segreta, fugge, e miracolosamente si salva a Marsiglia, con un solo sacco di robe, seguita da una sola cameriera, certa Maria Longoni, giovane milanese, che ben presto infastidita d'una vita di fughe, d'affanni, di paure, torna a Milano, e, chiamata in fretta dalla polizia ad audiendum verbum, le racconta del misero stato di salute dell'abbandonata padrona e della consunzione alla quale sembra condannata.[14]
Ma una spia della polizia austriaca di Milano, ha seguìta assidua la principessa, e la segue.... È sempre il Pietro Aretino del sontuoso ballo in costume del conte Batthyány a Milano? è ancora quel Pietro Dolce; ch'era, a quanto sappiamo, un nobile spiantato?... Nelle lettere occulte che manda all'Hartig, si firma un Pietro Svegliati. Dalla Svizzera, egli è passato con un tempo orribile a Genova, quindi rapido a Marsiglia, dove, bella di audacie e di speranze, è nata intanto la Giovine Italia. Il tristo vi è andato coll'idea di mescolarsi ai profughi italiani, ai liberali, fingendosi anch'egli profugo, anch'egli liberale!... La sua prima lettera al conte Hartig suona così:
“La mia corrispondenza da qui in avanti sarà di un tono amichevole e scritta con frasi liberali, delle quali però Ella non durerà fatica a penetrare il vero senso; e quando vedrà che le linee sono alquanto distanti l'una dall'altra non manchi di passare le mie lettere sopra il fuoco.„
Sopra il fuoco.... perchè ne risaltino, evidentemente, le notizie segretissime scritte con inchiostro simpatico.... E informa l'Hartig anche sulla fuga della principessa Belgiojoso da Genova:
“Ella fu assistita in questa sua fuga dalla famigerata Milesi, moglie del medico Mojon, con la quale era inseparabile. Questa Milesi, già da Lei ben conosciuta, passa qui per una esaltatissima liberale, e molti anche credono che possa servir di canale intermediario per la corrispondenza fra alcuni emigrati che sono in Francia, e i loro parenti e amici d'Italia: si pensa persino che la Traversi in Milano non sia estranea a questa manovra; ed è perciò che non sarà mal fatto di invigilare sulla corrispondenza, che è frequente fra queste due liberalissime femmine, e sulle persone di tutti i colori che frequentano la Casa Traversi....„