E poichè l'altro era sicuro dell'esistenza di quel vocabolo:

— Accettato!

E il principe, ch'era ben sicuro alla sua volta di perdere:

— Accettato!

Qualcuno dei commensali tira cauto fuori dalla tasca un logoro dizionarietto; la parola roussi comparisce in tutto il suo magico splendore; e subito comparisce anch'esso, sulla tovaglia, nel suo splendore raggiante, il pasticcio suddetto, attorno al quale è subito un incrociare febbrile di coltelli, di forchette, di dita intraprendenti. Il chiasso saliva, talvolta, a un diapason così infernale, che i passanti andavano da Paolo domandando atterriti:

— Ma qui si scanna qualcuno?

— Sono i miei compatrioti che discorrono![38]

I francesi ammiravano negl'italiani la vivacità; la vivacité énergique de ce peuple grandiose, dicevano allora; ammiravano la sobrietà, l'operosità, la dignità impeccabile della vita d'illustri ingegni, costretti a sopportare in casa altrui aspre privazioni per non poter esprimere libero il pensiero in casa propria.

Col tempo, col delinearsi di opposti partiti, una divisione avvenne bensì nei profughi: ma nel principio, si sentivan tenacemente stretti, affratellati nel nome d'Italia, e, nel nome d'Italia, quetavan le discordie, le ire; tanto amavano la sepolta viva!

Nella società aristocratica parigina d'allora, le conversazioni dei grands seigneurs si componevano di frasi scelte, di sfumature delicate, e d'un accento particolare; — e come dovevano formare ad essi contrasto alcuni esuli italiani, che andavano a dar lezioni nelle case di quei signori!... Ma quei grands seigneurs (appunto perchè tali) onoravano la povertà immacolata e l'ingegno.