VII. I filosofi intorno alla Dea.
Nicolò Tommaseo a Parigi. — Le sue elevazioni celesti e i suoi affetti terreni. — In Fede e Bellezza allude egli alla principessa Belgiojoso? — Vincenzo Gioberti a Parigi e il suo ardente divulgatore Massari. — La confidente del Massari. — Pubblicazioni filosofiche e teologiche della Principessa. — Un arguto giudizio di Terenzio Mamiani. — Il bel padre Cœur e il filosofo Giuseppe Ferrari. — L'abate Lamennais. — L'asceta Ozanam e l'asceta Sìrtori. — Filosofesse in Francia. Religiosi abbigliamenti della Principessa.
Fra gli scrittori italiani esuli a Parigi che arsero (almeno segretamente) per la principessa Belgiojoso, va notato il più grande dei dalmati: Nicolò Tommaseo.
Nicolò Tommaseo è una figura monumentale. E nel suo stesso stile, v'è tanto di scultorio; molte pagine sue son altorilievi. La sua prosa non corre via svelta, disinvolta, come l'Yriarte descrive le ragazze di Sebenìco, la graziosa città dalmata dove il Tommaseo nasceva nel 1802; bensì procede grave, lenta, e fa pensare alle figure che Dante incontra nell'Inferno colle cappe di piombo; ma in quella forma stringata, quante idee, quanta forza! Che cosa il Tommaseo non tratta?... Letteratura, politica, filosofia, filologia, educazione, morale, romanzo, poesia.... Pare che ripeta con Cristoforo Colombo, El mundo es poco, perchè, con tutto l'ardore cristiano di cui è capace, si slancia ai cieli, a Dio, e domanda: “Che può egli crear l'uomo senza Dio? Nemmeno la morte.„
Il Leopardi “naufraga dolcemente„ nel pelago dell'Infinito; il Tommaseo lo veleggia pregando:
Aspira, o misero, al ciel natio;
Ascendi i facili monti di Dio.
Del Dio degli angeli tu sei fattura;
Ed è 'l miracolo a te natura.
— Son cieco, e dubito. — Ama, e saprai.