Presso Desenzano, il Tommaseo s'imbatte in una nota giovane e ricca signora, accompagnata da una suora di carità. Quella giovane andava a votarsi a Dio. Il Tommaseo la ferma e le parla a lungo, con meraviglia della suora. Ei la ritrae “anima affettuosa e umilmente altera, che tropp'alta immagine aveva della virtù e troppo pura dell'amore; destinata a soffrire nel mondo, a soffrire nel chiostro; e in premio delle durate battaglie a uscire presto di questa o infiammata o fradicia arena„. “Io la veggo tuttavia (egli soggiunge) lungo il lago sonante.... E ora ella mi riguarda dall'alto, e mi prega non molli le gioje, non freddi gli studii, non vani i dolori.„
Le donne devono amar la memoria del Tommaseo, poich'egli studiò la donna con culto infinito: la pose quasi sugli altari. Nessuno in Italia la studiò moralmente più di lui. A Parigi, oggi lo chiamerebbero un féministe. Quanti conoscono un suo sublime poemetto, in ottave, intitolato Una serva?... Non si tratta d'una di quelle serve a cui il Molière leggeva le proprie commedie: bensì d'una giovane schiava bianca del Medio Evo, percossa a sangue dal padrone, che, come merce inutile, la vende al castaldo d'un vescovo. Noi la vediamo venir innanzi, a piedi nudi, pallida, estenuata, e col solco del flagello sulla fronte, tra rosso e nero.... La infelice racconta al vescovo i proprii guaj; il prelato l'ascolta commosso, la consola, vuol che il castaldo la tratti bene; ma la poveretta s'ammala. Alla pietà si unisce nel cuore del vescovo l'affetto; un affetto che arde e non ardisce; un affetto che lo inquieta, lo tormenta, lo fa soffrire; ed ella vede, comprende tutto, ed esce turbata e altera, come se ella fosse signora ed egli schiavo. La fine è sommamente patetica. Questo poemetto è tutto un profumo di finezze, di sentimento e di grazia. La bronzea prosa del Sacco di Lucca, alcune poesie profonde e affettuose (D'un quasi cieco e presso a esser vedovo, Piaghe nascoste) formano la corona artistica più bella del Tommaseo, ch'è onorato sopratutto quale pensatore, critico e filologo. Sono monumenti imperituri di lingua il suo Dizionario della lingua italiana e il suo Dizionario dei sinonimi. Alcuni poeti, oggi celebrati, attinsero alle sue acque lustrali.
Non è una novità, no, oggi, la poesia a favore dei diseredati.
Ricchi, a voi che dice il cuore
Della fame e dell'orrore
Di chi langue e di chi muore?
domandava il Tommaseo, derivando dal puro Vangelo, non dalle torbide teorie del suo secolo, il grido della riparazione. La povertà e i dolori altrui lo inspirarono fin da' primi anni. Ricordando sè giovinetto (“taciturno e selvaggio„ a dodici anni), dice nello scritto Educazione dell'ingegno: “Un viaggio per mare, e la vista d'un'isola povera, e la conoscenza di parenti poveri e buoni; la morte d'altri parenti amati, i dolori di mia madre, mi vennero esercitando il già desto affetto....„
E amava gli umili:
Foglia, che lieve a la brezza cadesti,