“Avendo piaciuto alla vostra modestia di mandar fuori l'opera senza nome, egli avverrà per certissimo che molti, nol sapendo e nol sospettando, attribuirannola a qualche scrittore provetto e usato per tutta la vita a meditare di teologia e di metafisica. Or che diranno eglino imparando più tardi che l'abbia pensata e dettata una graziosa signora, la quale adopera il più del tempo a conversare cogli amici, a fare lor festa con la più fina cortesia e piacevolezza che il mondo conosca? Vero è, per altro, che in questa vostra opera le materie più astruse sono trattate con una tal limpidezza; le controversie sono raccontate con tanta larghezza e padronanza di idee; splende per tutto una vita, una grazia, una scorrevolezza, una disinvoltura siffatta che vedesi com'è uscita da un intelletto elegante di sua natura e esercitato nella più scelta compagnia degli uomini, ov'ha imparato a fuggire la rigidità delle cattedre e coglier fiori anche tra le spine delle sottigliezze scolastiche. Per fermo avete scelto un bel modo per tentare di ricondurre gli uomini (come sembra vostro desiderio) a occuparsi in tali studii e forse, con quest'intenzione di bene, avete determinato di scrivere nella lingua oggi più nota e più sparsa; e questa scusa vi toglie dal numero di coloro che senza ragione legittima, salvo la propria vanità, pongonsi a dettare in lingua straniera aggiungendo quest'amarissima umiliazione alle tante cui soggiace la nostra infelice patria.„
E qui, smessa la graziosa ombra di adulazione, l'autore delle Confessioni d'un metafisico accentua le lodi, ma non accenna ai più mirabili capitoli: Les Longobards et la Papauté.
“Non posso poi non lodarvi in particolar modo dello spirito illuminato di tolleranza che governa sempre la vostra penna e della carità veramente cristiana onde v'ingegnate di riconoscere la innocenza almeno delle intenzioni ove non potete quella delle opere e degli scritti.
“La maniera, per esempio, come tratteggiate il carattere di Giuliano e indicate il valor morale delle sue azioni tiene una tal giusta misura tra le lodi soverchie del Gibbon e le detrazioni passionate di molti scrittori cattolici, che fate mostra a un tempo di fino criterio, di coraggioso amore del vero e d'animo imbevuto dalla più pura e più larga filosofia cristiana.„
E la conchiusione?
“Concludo che quel che ho già letto dei volumi mi è sufficiente per prendere ammirazione grande della vostra dottrina e del vostro ingegno; e per salutarvi degnissima concittadina di Gaetana Agnesi.
“Possa il vostro esempio valere sprone presso alle donne italiane, presso a quelle singolarmente che oscurano coll'ignavia e colla fiacchezza dell'animo lo splendore dei natali e delle ricchezze!„
Questa puntura alle ignave patrizie deve aver fatto alla principessa più piacere che le lodi a lei: lodi ch'ella forse non meritava tutte. Il libro, nel quale (mi afferma un dotto teologo lombardo) “c'è del buono, del molto buono pel tempo in cui è scritto„, non è forse tutta opera della principessa; la quale non poteva aver fatti tutti quegli studii d'opere latine. Conosceva bene la grazia de congruo?... Conosceva bene i Nestoriani e i semi-pelagiani, che speravano di servire da mediatori fra i Pelagiani e i cattolici?...
Il primo altare della preghiera sono le ginocchia della madre; e la Belgiojoso imparò a pregare dalla madre; dalla madre imparò a credere. Il soffio dell'incredulità passò invano attraverso quel cuore, colle letture dei filosofi francesi, liberamente fatte nella prima giovinezza; ma la fede in Dio, la fede in Cristo rimasero intatte in quell'anima altera. E la fede fiammeggia in tutto l'Essai sur la formation du dogme catholique. I capitoli su Sant'Ireneo, Sant'Ambrogio, San Girolamo, Sant'Agostino sono caldi di spirito religioso, e sono piacevoli a leggersi, pei costumi cristiani dei primi secoli, per lo stile.
Il francese dell'Essai sur la formation du dogme catholique è un delizioso francese, morbido, scorrevole come una carezza: lo stile francese, che la principessa adopera per i soggetti politici, non ha, invece, quella fluidità; bensì è secco, scolpito come una lapide. Bisogna notarlo.