Primo incontro di Alfredo de Musset colla Principessa. — Una sera nel parco di Versailles. — Il biondo poeta ospite della Principessa. — Ciò che raccontano due biografi di Alfredo de Musset: madame Joubert e Arsène Houssaye. — Una festa di ballo amorosa. — Lettera della principessa Belgiojoso. — Una caricatura di Alfredo de Musset. — Addio, incanto! — Enrico Heine a Parigi. — La Belgiojoso benefattrice di Enrico Heine. — Una serata con Vincenzo Bellini. — Morte dell'autore della Norma. — Enrico Heine e l'Italia.
Alfredo de Musset era da qualche tempo in amichevoli relazioni colla principessa, ch'egli avea incontrata la prima volta nella folla variopinta del salotto del buon generale La Fayette. La Belgiojoso aveva lasciato momentaneamente Parigi per Versailles, dove, non lungi dal parco, avea preso in affitto un alloggio elegante. Un giorno, il poeta le fece visita; e venne trattenuto a pranzo. S'era in principio dell'estate; e quella sera, Alfredo de Musset era il solo ospite della principessa.
Dopo pranzo, andarono entrambi a passeggiare nel gran parco solitario di Versailles. Il recesso era propizio all'intimità. La principessa domandò al biondo poeta di declamarle dei versi. Il poeta le recitò alcune rime d'amore e, appena recitate, le voleva porre in azione. Ma, leggera e rapida, la principessa fuggì attraverso i viali e i labirinti di Maria Antonietta; il poeta la inseguì; e il suo piede urtò contro un tronco d'albero. Il poeta si produsse una storta e cadde emettendo un'esclamazione di sofferenza. La Belgiojoso tornò sollecita verso il poeta, e l'ajutò a trascinarsi verso un sedile di pietra, e lo fece sedere. Vedendolo soffrir molto, divenne affettuosa con lui, carezzevole, quasi appassionata. Ma l'acuto dolore del piede rende il poeta poco sensibile alle tenerezze della principesca sua amica, che corre a casa e chiama gente; due domestici arrivano portando un'ampia poltrona sulla quale adagiano con ogni cura Alfredo de Musset e lo portano in una camera della principessa.
— Vous êtes mon prisonnier, — gli dice ridendo la Belgiojoso, — je ne vous laisse pas retourner à Paris, avant que vous ne soyez complètement remis.
Il poeta si sottomise tanto più docilmente a questo arresto, in quanto che il menomo movimento gli causava un vero spasimo. E divenne innamorato della principessa.
Così narra Gabriel Ferry nel libro Balzac et ses amies.[59] Egli ripete quanto la più irrequieta delle scrittrici francesi, Luisa Colet, avea già narrato nello scompigliato romanzo Lui, e tutto fa credere che questo racconto del bosco sia vero; non è vero, invece, il resto della narrazione galante, che segue nel libro; narrazione che, nelle pagine di Arsène Houssaye e in quelle di madame Joubert, è smentita.
Nessun dubbio che anche Alfredo de Musset sia stato affascinato dagli occhi della principessa.
“Elle avait les yeux terribles du sphinx, si grands, si grands, si grands, que je m'y suis perdu et que je ne m'y retrouve pas.„
Così esclamava il povero poeta; così egli stesso dava la misura della sua infelice passione.
Arsène Houssaye nelle Confessions, souvenirs d'un demi-siècle, dice che il poveretto sperava di trovare nella Belgiojoso una vera passione; sperava di riaprire il proprio cuore e d'essere salvato; ma la misteriosa dama lombarda lo deluse nelle più calde speranze.