Non risparmiava neppure la sua protettrice. Un amico, sapendolo assai sofferente e deperito, andò a trovarlo e gli domandò come stesse. Ed egli:
— Sono un osso funebre come la principessa Belgiojoso!
“E i cuori obliano e gli occhi s'addormentano!„ dice Enrico Heine in una delle sue squisite canzoncine:
Und die Herzen, die vergessen —
Und die Augen schlafen ein;
il che fa ricordare il verso di Alfredo de Musset:
Puis l'oubli vient au cœur comme aux yeux le sommeil.
Ma Enrico Heine non dimenticò la principessa. Quando, dopo la rivoluzione del '48, l'Austria sequestrò di bel nuovo le fortune della Belgiojoso, il beneficato Heine s'adoperò presso potenti personaggi, perchè fosse tolto l'odioso sequestro. Ciò è narrato da una nipote del poeta, la principessa Della Rocca nata Embden nei Ricordi della vita intima di Enrico Heine.[67] Ella soggiunge che tutti gli sforzi del poeta fallirono allora, ma che riuscirono dopo.... Ciò non è esatto; e lo vedremo.
“Talvolta egli spinse la malignità fino a recidere arditamente un teschio, per indi sollevarlo alla vista del pubblico e mostrare com'esso fosse vuoto nell'interno;„ diceva Enrico Heine del Lessing. E così si può ripetere per lui stesso. Ma il poeta che cantò con religioso affetto la madre venerata; il poeta che ammirò gli eroici Ungheresi, novelli Nibelungi; il poeta che s'inteneriva al passare delle file di orfani per via, era pur capace di moti gentili; ed egli ne ebbe per la Belgiojoso, della quale non iscordò i beneficii.
Tali furono le relazioni che, colla celebre italiana, ebbero i due fratelli d'armi, i due squisiti poeti dell'amore: Alfredo de Musset ed Enrico Heine. Sopra di loro, signoreggiava, per altro, un nobile, felice rivale, che imponeva loro rispetto....