XI. Le amiche e le nemiche di Parigi.

Ultimi anni di Madame Récamier e la Principessa. — Il brio di lady Blessington, lord Byron e la contessa Guiccioli a Parigi. — Giorgio Sand. — Daniel Stern e il Mazzini. — Il salotto della contessa Anna Dubourg, Sofia O' Ferrall e il conte Federico Confalonieri. — Il salotto di Madame Ancelot. — L'addio desolato del tenore Nourrit e l'apparizione della Principessa nel salotto di Madame Ancelot. — Un'accademia di quaranta donne immortali. — Intrighi femminili. — Madame de Castellane. — Madame de Girardin. — Teofilo Gautier viene in scena. — Le allegre serate in casa della contessa Merlin. — La disgrazia toccata a questa signora.

“Prima di tutto, è buona; poi, è intelligente; infine, è bellissima.„ Così la duchessa di Devonshire definiva Madame Récamier con quella limpida verità che di rado la donna tributa a un'altra donna, se colei è assai ammirata. Abbiamo detto in un antecedente capitolo che la Récamier accolse benevola la Belgiojoso appena l'esule principessa fissò dimora a Parigi; ora aggiungiamo che l'amò con trasporto d'affetto, senza ombra di gelosia: ella non ne aveva mai patite.

Certo non era allora più la seducente Récamier che il pittore David dipinse nel suo celebre quadro del Louvre, mezzo coricata su un sofà con la testina alta, in una semplicissima sottil veste bianca che disegna il corpo fidiaco e lascia scoperto l'esile collo, le braccia languide e i piedi; quegli adorabili piedini incrociati....

Nata nel 1777, s'avviava ormai al sepolcro. La figura s'era incurvata; la cecità appannava gli sguardi; era scomparsa quella celestiale bellezza che avea accese violente passioni ad uomini e a donne; ad uomini come Luciano Bonaparte, come il principe Augusto di Prussia, nipote del grande Federico; come il duca di Laval; come il Laharpe; come il visconte di Chateaubriand, che a settantanove anni voleva sposarla per darle il glorioso suo nome; come il poeta Ballanche, brutto, goffo, e ch'ella, appunto per questo, consolò di soavi parole e assistette nell'ultima malattia piangendo all'estinguersi di quel cuore a lei religiosamente devoto.... Purissima in mezzo a una società impura, la Récamier ebbe l'infelicità di suscitare passioni anche alla violenta Madame de Staël, a lady Webb, alla regina Ortensia.

La Récamier non avea avuti che rapporti filiali verso il vecchio suo marito, il banchiere che Napoleone I fece d'improvviso fallire per un milione, gettando nella povertà l'impeccabile signora per punirla d'avergli resistito.... Giovanna Giulietta Bernard aveva sposato il Récamier in pieno Terrore, nell'anno stesso del supplizio di Maria Antonietta e del re Luigi XVI. La vita si trascinava allora in una specie di stupore ferale: sparivano amici, sparivano conoscenti; il popolaccio, accovacciato come una belva sitibonda di sangue ai piedi della ghigliottina, si divertiva a veder rotolare teste di giovani dame, di fanciulle, di vecchi sacerdoti, di gentiluomini impavidi: e anche il signor Récamier andava quasi tutt'i giorni a veder ghigliottinare personaggi coi quali era stato in rapporti di banca, perchè, essendo sicuro di far anch'esso la tragica fine, volea avvezzarsi a quei selvaggi rulli di tamburo che coprivano gli urli di disperazione, a quegli orrendi patiboli. Fu salvo; e potè adorare sua moglie alcun tempo ancora.

La Récamier, negli ultimi suoi anni, teneva salotto all'Abbaye-aux-Bois, rue de Sèvres; orgogliosa de' trionfi de' suoi amici, devota alla loro memoria; poich'ella visse intera la vita per l'amicizia, questa luce dell'anima più rara che la luce dell'amore. Madame Récamier aveva abbandonato l'arpa, che sapea suonare con dolcezza; aveva abbandonato il pianoforte, e nulla, assolutamente nulla, tentava per mascherar la vecchiaja, ch'è sì bello lasciar venire serenamente co' suoi capelli bianchi, colle sue rughe, linee del mesto libro della vita.

Nel ricevere la Belgiojoso (questa lo raccontava spesso agli amici) la Récamier provava gran gioja, perchè le ricordava l'Italia ch'ella amava; l'Italia dove avea soggiornato; l'Italia dove (a Roma) avea conosciuto Antonio Canova, che modellò due squisiti busti di lei. Colpita, come Bianca Milesi, dal colèra, madama Récamier ne morì in dodici ore, l'11 maggio del 1849 a Parigi.

La baronessa di Staël era sparita fin dal 1817; ma l'influsso di quella formidabil donna, detta il Voltaire in gonnella, perdurava in donne come la Belgiojoso, come la Sand, come un'altra amica della principessa: lady Blessington.

Vi sono gl'improvvisatori della poesia, della musica, dell'eloquenza: nella vita, abbiamo gli improvvisatori della simpatia. Vi sono esseri privilegiati che, appena si mostrano, accendono nei cuori simpatia irresistibile. Del bel numer'una, era lady Blessington.