La duchessa diventò rossa, ma con sforzata ingenuità, e sorridendo:
— Mon Dieu, je ne sais pas!... la vertu, peut-être!
E la principessa, con uno sguardo intraducibile:
— Nous prenez-vous donc pour des masques?...[93]
Madame Merlin (quand'era giovane) venne invitata una sera da gaudenti suoi adoratori, fra i calici spumanti, fra i doppieri, tra i fiori.... Quante volte alle labbra ridenti della Merlin fu accostata da mani traditrici la coppa inebbriante!... Troppo inebbriante; chè a poco a poco e doppieri, e fiori, e calici, e amici si confusero come in una ridda velata ai begli occhi della povera signora; ed ella non s'accorse nemmeno che esperte dita le scioglievano intanto i nastri di seta, i merletti, le vesti.... e tutta la svelavano nel suo splendore di Najade cubana....
Così terminavano allora a Parigi alcuni banchetti di spensierati, ignobili mortali.
E dire che la Merlin ebbe il coraggio di scrivere nelle Lionnes de Paris tanti orrori sopra un'ospite preclara del suo salotto, sulla Belgiojoso, per compiacere a un'altra donna, Madame de Girardin!... E dire che avea ideato persino un romanzo intitolato La Vestale!...
La terribile Girardin non doveva esultar molto della gioja d'aver colpita e d'aver fatta colpire la principessa Belgiojoso, ella autrice del dramma lacrimoso La joie fait peur! Finì tristamente a cinquantun anno nel 20 giugno del 1855, dopo d'aver molto sofferto; dopo d'aver tanto parlato agli spiriti d'oltretomba, evocati da lei, notte e giorno, coi picchi dei tavolini.... Orribili terrori la faceano urlare disperata. Aveva paura d'attraversare una via in carrozza; sveniva se vedea volare un pipistrello. Era sparita del tutto la risoluta bellezza che le irradiava il volto, e che Teofilo Gautier ammirava incantato alla prima tempestosa rappresentazione dell'Hernani di Victor Hugo, idolo da lei adorato, incensato sempre. Mentre scriveva, Madame de Girardin lasciava che i folti suoi biondi capelli disciolti piovessero per le spalle sull'accappatojo bianco nel quale ella s'avvolgea maestosamente come una pitonessa. Nubi funeree scesero sul suo volto; e ben luttuosi furono gli ultimi anni della potente signora!... Quando l'angelo della morte (dice Gautier) venne a prenderla, ella lo aspettava da lungo tempo.
La principessa Belgiojoso non nutrì invidie, gelosie, nè rancori contro la sua nemica; si sentiva così superiore a lei! E si divertiva a leggerne gli articoli.
Madame Émile de Girardin lasciò più vuoto nella società mondana che nella letteratura. Ma, nella società mondana, poteva ella superare lo spirito sfavillante e signorile della marchesa de Bedmar, che portava il nome del bieco cospiratore spagnuolo contro la Repubblica di Venezia?... La marchesa de Bedmar era la più intima amica della principessa Belgiojoso. Matura, ella conservò il suo fine brio. Anche di lei, si poteva dire: Ecco una signora che si conserva nello spirito!