XII. La fuga e le passioni della Duchessa de Plaisance.

La società gaudente di Parigi sotto re Luigi Filippo. — Camillo Cavour ai banchetti del principe Belgiojoso a Parigi. — Uno scandaloso romanzo a chiave. — Pier Angelo Fiorentino. — La duchessa de Plaisance. — Sua passione per il principe Belgiojoso. — Sua fuga con lui. — Rifugio nel Lago di Como. — Il barone Carlo Bellerio alla Villa Pliniana. — L'ora dell'abbandono. — La duchessa de Plaisance a Moltrasio e a Milano. — Ultimi anni della duchessa. — Ultimi anni del principe. — Un dramma di Mario Uchard sulla duchessa de Plaisance. — Lettera inedita di Mario Uchard.

Parigi, sotto il regno di Luigi Filippo, presentava un memorando spettacolo. Una coorte di grandi ingegni sfolgorava in mezzo a una gaudiosa corruzione. Mentre oggi passiamo nella vita colla fronte corrugata, con arido odio, forse, nel cuore; sospinti fra i clamori delle lotte di classe, — jeri, i nostri padri avventurosi, dai begli occhi di cospiratori e di trovatori amanti, cercavano di temperare le tristezze del romanticismo fra le gajezze delle liete compagnie d'amici. Così Venezia si preparava all'insurrezione del Quarantotto e alla leonina difesa colle serenate del Canal Grande, colle sagre di Santa Marta, coi baccanali del Lido; così Milano si preparava alle Cinque Giornate colle facezie del Moncalvo e cogli spettacoli della Scala; così Parigi pensava, abbagliava il mondo co' suoi eccelsi poeti, co' suoi filosofi; e gioiva.

Il principe Emilio Belgiojoso era un genuino rappresentante dell'epoca sua. Egli avea sortito indole di cospiratore, d'artista e di gaudente. Egli era diventato popolare a Parigi per il suo buon cuore e per le gioconde sue cene. I chiomati, romantici studenti del Quartier latino cantavano una canzonetta in suo onore, il cui ritornello finiva in un amenissimo Belsgiozosò, come i Francesi pronunciavano tutti questo cognome. Quando Camillo Cavour andò per la prima volta a Parigi (era ben giovane allora! contava ventisette anni) fu introdotto nell'allegra società, la quale dettava la moda alla Francia, all'Europa; e vi trovò anche il principe Emilio Belgiojoso. Nel Diario inedito di Camillo Cavour, pubblicato dal senatore Domenico Berti, si leggono le seguenti noterelle che aprono uno spiraglio nella vita parigina d'allora. Correva l'anno 1837, domenica, 30 luglio; e il conte scrive:

“J'ai rencontré Cigala chez le chevalier Portula: il s'est emparé de moi et ne m'a plus quitté. Nous avons dîné ensemble au Café de Paris. Il m'a fait faire connaissance avec Boigne, Belgiojoso, etc. Ces messieurs veulent à toute force me présenter au jockey-club. Me voilà donc enrôlé parmi les plus mauvais sujets de Paris.

E ancora:

Vendredi, 11 août.

“Soupé avec M.r de la Grange, Belgiojoso, Dalton, N. Roqueplan, Cigala, Lautour. Orgie complète. Ces messieurs n'ont pas plus fait attention à moi que s'ils avaient été dans une auberge.„

Madama Joubert incolpa, nei Souvenirs, il principe Belgiojoso d'aver invogliato Alfredo de Musset alle crapule. È una calunnia; perchè, anche prima d'incontrarsi col seducente principe italiano, il poeta di Rolla tentava con entusiasmo l'articolo champagne.... e ahimè! anche qualche altro liquore di marca meno aristocratica.

Fatto sta che la Parigi di Luigi Filippo si slanciava a quella corrente di piaceri, che doveva ingrossarsi e diventare oceano negli ultimi anni del secondo Impero, quando su una folla irrequieta di teste dai berretti a sonagli, e illuminata dai più bei rosei colori dei fuochi di bengala, sorgeva lenta ma implacabile, nera, minacciosa, la gigantesca e brutale figura di Ottone di Bismarck.