— Pensate, o duchessa, pensate che non può tardare il giorno nel quale uno di voi due, stanco, abbandonerà l'altro. È meglio che affrettiate voi stessa il momento della separazione; ma senza chiasso, da buoni amici, con cordialità. L'addio d'oggi non sarebbe senza la soddisfazione di compiere un alto sacrificio; l'addio di domani non sarà senza fastidio, forse non senza disprezzo. E pensate al dolore della vostra famiglia di Parigi, al dolore di vostro fratello che vi ama, di vostra figlia che avete abbandonato.... Pensate allo scandalo....
E la duchessa, con voce bassa, lenta, per troncare ogni discussione, rispose:
— Ma a me piacciono gli scandali!
Quando scoppiò la rivoluzione del '48 a Milano, non si vide, pur troppo, il principe Emilio Belgiojoso primeggiare nella sua città fra i maggiorenti che guidavano il popolo alla lotta eroica e bellissima. Egli era ancora celato nella Villa Pliniana colla duchessa de Plaisance!
In quello stesso anno, il giovane Carlo Rezia di Como corre a una polveriera austriaca e ne invola le polveri; altri animosi s'impadroniscono della polveriera di Geno; a Como, i cittadini fanno prigionieri nelle caserme millecinquecento soldati; s'impadroniscono dell'antica, gloriosa bandiera del reggimento Prohaska; — e il principe Belgiojoso rimane inerte accanto alla duchessa!... Soltanto, all'improvviso, dona alla guardia civica comense una bandiera: povera bandiera, che, dopo varie vicende, passò a una società operaja, che la conserva tuttora.
Ma il giorno preveduto dal Bellerio arriva. La duchessa non può più rimaner sepolta viva in quella solitudine, donde per otto lunghi anni mai, nemmeno una volta, volle allontanarsi. Ella è stanca dell'antica villa, di quella fragorosa cascata; è stanca di quei cipressi, di quelle fitte edere eterne, di quelle serpi striscianti nell'umidità dei muschi, di quella lapide che, nel loggiato, reca scolpita la lettera famosa di Plinio; è stanca di quegli amori; è stanca del principe; ma non è stanca del lago di Como; e, dicendo addio al principe, va ad abitare nella riva opposta del lago, a Moltrasio, pur memore d'altri amori: di Vincenzo Bellini con Giuditta Turina.
Un giorno, il principe avea fama d'uomo facile alle decisioni. Ebbene, si noti che non lui spezza per primo il legame; lo rompe ella, e, per di più, va a dimorare quasi in faccia all'abbandonato!
Chi può penetrare nel cuor di quella donna che, pur frangendo ogni vincolo coll'uomo per il quale ha offeso la società, non può lasciare il lago, quelle rive, quei ricordi?... Per fare un dispetto al principe?... Oppure, per assaporar le memorie d'una dolcezza amorosa, che ha inondata la sua giovinezza?