Un'eletta e lunga schiera di parenti ed amici erano accorsi per prestare un ultimo omaggio all'illustre defunto, alle sue virtù ed alle splendide qualità che lo resero in vita sì caro e desiderato da tutti. Una lunga e penosa malattia lo rapì all'affetto di due distinti fratelli, della consorte e parenti, all'amore ed all'amicizia di tanti, alla società di cui era nobile ed invidiato ornamento; ma il suo nome suonerà ancora per lungo tempo sulle labbra de' più gentili ogni qual volta si parlerà delle doti e dei pregi che costituiscono un perfetto cittadino ed un brillante uomo di mondo.

L'anno stesso della morte del principe, fu pubblicata a Parigi La Fiammina, commedia in quattro atti e in prosa, di Mario Uchard; commedia che, rappresentata l'anno innanzi al Théâtre-Français a Parigi, dagli attori dell'imperatore Napoleone III, aveva ottenuto un successo di strepitosi battimani e di lagrime, il titolo di capolavoro, le lodi altisonanti di Paul de Saint-Victor. Mario Uchard, nell'inviarne copia al duca Antonio Litta Visconti Arese, gli diceva (in una lettera tuttora inedita, che mi è favorita dal gentile signor David Henry Prior) che quel dramma altro non era che la storia della duchessa de Plaisance e del principe Emilio Belgiojoso:

La Fiammina a été composée sur la situation de Madame de Plaisance. Elle est la regrettable héroïne de ce drame, et lord Dudley n'est autre que le prince Emilio Belgiojoso. J'ai tout simplement déduit les conséquences de leur liaison au cas ou M.me de Plaisance se trouverait en présence de son mari et de son fils, qu'elle avait quittés depuis quinze ans, à l'heure ou j'écrivais cette comédie. Vous comprendrez, sans que je le dise, mon cher duc, par quelle raison de convenances ils ont été si bien déguisés par moi.„

Infatti, se non si avesse questa confessione, si stenterebbe a ravvisare nella protagonista Fiammina, cantante italiana (che madama Judith rappresentava con tanta passione) la duchessa de Plaisance; e non si potrebbe neppur intravvedere in quel Giorgio Dudley, pari d'Inghilterra, il principe milanese. Mario Uchard fa che Fiammina abbandoni il marito e il figlio in culla per seguire l'amante, ed è punita della sua colpa. Il dramma, che si svolge a Parigi sotto Luigi Filippo, è una pittura dell'amor materno; è sano, morale.... ma non è il dramma della Pliniana.

E non è vero che la duchessa de Plaisance avesse abbandonato un figlio; bensì, travolta dalla vertigine, lasciò alle cure del padre una cara figliuola; la quale, sposandosi, entrò in una grande famiglia, ben degna di quella in cui era nata: sposò il duca de Maillè, dell'antica e illustre casa della Turenna.

Nel 1886, la principessa Maria Troubetzkoi pubblicò a Parigi un libro dal titolo Amours, con una prefazione di Madame Adam. È tutta una serie elegante di storie d'amori. Un capitolo s'intitola Amour épuisé; e allude, velatamente, al dramma di passione svoltosi sul lago di Como fra il principe Belgiojoso e la duchessa de Plaisance. Il marito della duchessa è rappresentato come dissoluto e brutale; il che non era vero. Per giustificare i voli dal nido, somiglianti a quello della bionda, maestosa signora, si ricorre facilmente alle pitture poco caritatevoli dei mariti!... Secondo la narratrice d'Amours, anche la duchessa era dotata di una bella voce, come il principe Belgiojoso; aggiunge che s'innamorarono cantando insieme un duetto nel castello del duca de Plaisance; castello dall'aspetto monumentale, sorgente presso Parigi in mezzo d'un parco superbo. Nessuno è nominato: neppure la principessa Cristina Belgiojoso. La quale (si noti!) andò a dimorare sullo stesso lago di Como, non lungi dalla Villa Pliniana, e quasi di fronte della villa di Moltrasio, dove abitava la duchessa.... Ma ne riparleremo.... Intanto, più elevati drammi si svolgono; più nobili passioni dilatano il loro impero.

XIII. La Principessa pubblicista e benefattrice dei contadini.
Suo incontro con Luigi Napoleone.

La Gazzetta Italiana fondata dalla Belgiojoso a Parigi. — Peripezie di questo giornale. — La Principessa ritorna in Italia. — Locate e il suo paesaggio. — Villa dei Trivulzio. — Suo medagliere e biblioteca. — Benefiche iniziative della Principessa pei contadini e i loro figliuoli. — Il suo illuminato socialismo. — La donna Paola del Parini. — Il dottor Màspero. — L'Ausonio. — La lettera del Manzoni sul “Romanticismo„. — Malcontento del Manzoni. — Speranze in Carlo Alberto. — Drammatica fuga di Luigi Napoleone dalla fortezza di Ham. — Incontro di Luigi Napoleone colla Principessa. — Loro dialogo sul risorgimento d'Italia. — Poeta profeta.

Mentre il principe Emilio Belgiojoso, travolto da irresistibil passione, abbandonava le lotte della libertà della patria, ch'era stata il suo alto e febbril sogno nella giovinezza, la principessa Cristina continuava con più forte tenacia nell'azione seria, efficace, per dare alfine all'Italia ordini liberi e dignità di nome. Anzi, più il principe si obliava in un amore, del quale subiva la tirannia (egli un giorno di spiriti sì indipendenti!) — e più la principessa prodigava le mirabili energie intellettuali per raggiungere lo scopo nobilissimo. E non solo ella operava più alacre che mai per la liberazione della patria, fino al punto di presentarsi a Luigi Napoleone e dirgli: “Principe! ajutate l'Italia!„ (come vedremo) — anche ad altra liberazione ella pensava: alla liberazione delle umili classi lavoratrici dall'oppressione degli sfruttatori e dalla miseria; — vi pensava, quando questo sacro dovere non veniva imposto colla violenza, quando non era neppur di moda.

La principessa Cristina Belgiojoso era convinta che la stampa, questa forza formidabile, poteva, ben più delle fosche congiure mazziniane, preparare il giorno della risurrezione d'Italia: pensava che era urgente formare una pubblica opinione (come allora si diceva) a favore d'Italia nostra; ed ella, con giornali da lei fondati nel primo centro intellettuale d'Europa, qual era sempre Parigi, contribuì a fortificarla, ben presto, chiamando intorno a sè scrittori valenti, ma più lavorando ella stessa, infaticabile, e profondendo anche nuove somme di denaro, munifica sempre.