Pasquale esita un po’, poi si dispone ad uscire; ma la contessa fa un gemito doloroso che lo arresta sulla porta: essa si agita, fa degli sforzi per parlare; il pievano e Pasquale accorrono presso di lei; la contessina alza il capo attonita.
— Che vuole? — chiedono tutti e tre in una volta.
La contessa raccoglie tutte le forze e con un filo di voce risponde:
— No... non... vo...glio colui!...
— Chi?... — domanda il pievano perplesso.
— Il medichino? — soggiunge Pasquale; egli ha indovinato perchè la contessa fa cenno di sì.
— Perchè non lo vuole? — entra a dire la contessina, — egli può ordinarle qualcosa che la sollevi, le faccia bene.
La vecchia le gitta uno sguardo imperioso, quasi collerico, e ripete boccheggiante: — ... non voglio.
Poi rovescia il capo da una parte, la bocca le si torce convulsa, le pupille le si nascondono sotto le palpebre: il rantolo si fa più stridulo e intermittente.
— Oh nonna, nonna mia, — grida la giovinetta. — Ella muore.