In una di queste sue corse essendosi dilungato di circa cinque o sei miglia da Peveragno, dalla parte di Santhià, incontrò una vecchia zingara che raccoglieva erbe sul margine d’un prato.

La donna parve riconoscerlo e lo salutò.

Il conte si fermò a guardarla — ed allora essa lo salutò di nuovo, gli venne incontro, e, guardandosi intorno per precauzione, gli disse:

— Se il derai regalasse la povera Nad, essa direbbe qualcosa.

Egli le buttò una moneta, e stava per allontanarsi, ma la vecchia riprese:

— Nick ingannatore, ingannatore.

— Perchè? domandò il conte.

— Egli non dir nulla, non far nulla, promettere, non mantenere.

E così, con questo linguaggio scucito, gli disse ch’era Nad la nonna di Luscià, gli contò come Nick avesse allontanata lei con la nipotina dall’accampamento di Peveragno per profittare più a lungo della sua bontà.

La vecchia abbassò la voce.