— E non mi dici nulla! — e cosa ti sentivi?
— Non so, — ora è passato...
— Vedi, ripetè Emanuele, l’ho detto, tu non hai confidenza in me che ti voglio tanto bene, in me che penso continuamente a te, che non ho segreto per te, che farei non so cosa per vederti contenta! — Ma tu non sai ch’io ti voglio bene, non te ne importa nulla, perchè sei cattiva, perchè non hai cuore.
Luscià camminava a testa china al suo fianco.
— Senti; — Emanuele si fermò; — senti, puoi tu lagnarti di me, lo puoi?
— No...
— Dunque, perchè mi neghi ciò ch’io ti domando? è così poco... parla... dimmi...
— Che cosa?
— Orbene, farò anch’io così, non ti parlerò più, non ti dirò più nulla... non mi vedrai più, sclamò il conte amaramente.
Ma la minaccia non fu più efficace delle suppliche: Luscià rimase silenziosa.