Nick, rinfrancandosi, continuò indossando la sua giacca:
— Vi ricordate: chi ve l’ha condotta quella sera a Peveragno? Io sono vostro amico; se avessi voluto portarla via, ella mi avrebbe seguito in capo al mondo. Non conoscete le romni voi. Guardate, scommetto che con tutte le vostre bontà, — perchè dicono che voi siete buono, — ebbene, scommetto che io so ancora adesso farmi rispettare da lei più di voi. — Io credo che fareste bene a lasciarmi venir qui qualche volta: io darei alla mia parente dei buoni consigli; le donne hanno mente corta, non vedono oltre la loro bocca, — e per far loro comprendere il bene che ad esse si fa bisogna saper parlare sul serio. Davvero che fareste bene a tener di conto Nick. Andiamo, io non sarò troppo esigente, — mi contenterò di pranzar qui in cucina qualche volta, finchè resto a Parigi. Va bene?
Il conte lo guardava sbalordito: nel suo cuore la collera lottava colla sua solita temperanza di gentiluomo.
Lo zingaro riprese:
— Vi va? Anzi, se mi lasciaste dormir qui in un bugigattolo qualunque — eh? in un corridoio, nel cantuccio della legna, un buco purchessia, eh?
Finalmente il conte non ne potè più. Con un gesto impetuoso gli indicò la porta, e lo guardò tanto minaccioso che l’altro non attese altro e sgattoiolò in istrada.
Alla fine dell’anno il conte si dovette accorgere d’aver scompigliato seriamente i suoi affari. I prodotti agricoli valevano poco; e le rendite che ne ricavava, bastevoli a dargli in Piemonte una certa opulenza, erano scarse per vivere in Parigi con larghezza signorile. Egli invece s’era abbandonato ad una grande prodigalità: le sole toelette di Luscià gli costavano qualche centinaio di mille lire. Fu costretto, per mantenere gli impegni, a scantonare il suo patrimonio. Ma in quel tempo, anche il vendere i fondi era cosa malagevole. Si trovò in gravi angustie, e pensò di ridurre le sue spese.
Rinunziò alla carrozza e a metà della servitù; cambiò l’appartamento in un modesto quartierino, e a malincuore cercò di far capire alla moglie la necessità di una più sobria regola di vita. Ella al solito si mostrò rassegnatissima; appena fu se una piccola contrazione si disegnò agli angoli delle sue labbra.
Il conte non se ne avvide neppure.