Vedendomi, battè le mani e mi si buttò al collo, come mi prometteva il suo stile epistolare, ma si calmò in modo inaspettato; in carrozza, in vagone ed a casa durante le vacanze riescì ad ingannarmi interamente colle sembianze della bimba più giudiziosa della creazione.

Temo per altro che, in quei giorni pasquali, la poveretta si annoiasse un poco, perchè a divertire le fanciulle io allora non ci aveva pratica, e nella mia libreria, quanto erano abbondanti i libri metafisici, etici, od altrimenti filosofici, altrettanto erano scarsamente rappresentate le belle lettere. Non vi mancavano Dante, Guicciardini, Machiavelli, ma Serafina non era in età di gustarli; vi erano pure i Promessi Sposi, e mia figlia si adattò a rileggerli per disperazione. Ma appena giungeva Anna Maria, Alessandro Manzoni era piantato dove capitava, sul canapè, sopra una seggiola, sul tavolino, e Serafina correva con impeto di gioia a rifare i letti.

Era un buon indizio, e il mio cuore di padre lo notò con grande compiacenza. Avrei voluto farle intendere che doveva di buon’ora rivolgere il pensiero allo sviluppo di quelle facoltà... che...

— Bravissima! — le dissi una mattina, e vedendo la faccia di mia figlia illuminata dalla gioia di questa approvazione esplicita ed incondizionata, ripetei più moderamente: — Bravissima! In collegio devono rifarlo le alunne il letto?

Mi rispose di sì, e che ogni mattina, nelle camerate era una gara muta a chi faceva più presto e meglio. Allora cominciai:

— Vedi, bimba mia, la lettura è una buona cosa, io te l’ho sempre raccomandata, e te la raccomando ancora; ma bisogna scegliere le letture e saper leggere, altrimenti ogni libro è un pericolo. Accanto poi alle facoltà intellettuali, le fanciulle devono.... di buon’ora.... curare.... lo sviluppo di quelle altre facoltà.... che....

Col che, il periodo non andava, e io corressi:

— .... di quelle facoltà con cui....