Quando ebbe finito di dire, uscì tranquillamente senza aspettare la risposta. Ero rimasto a sedere e non avevo neppure alzato gli occhi a guardarlo; ma quando egli fu fuori dell’uscio, mi balenò in mente l’idea che si potesse incontrare con Serafina in anticamera — perciò mi mossi e gli venni dietro a passi gravi: giunsi in tempo a vedere mia figlia che fuggiva in cucina.

— Serafina! chiamai con voce severa.

Iginio Curti, che si avviava all’uscio d’ingresso, si fermò di botto.

— Chiamo mia figlia — gli dissi semplicemente; ed egli se ne andò.

***

La scena che seguì in cucina fu breve.

Anna Maria era rimasta in anticamera, non osando venirmi dietro; io trovai mia figlia gettata bocconi sulla catasta delle legna, come se volesse abbracciarla.

Mi appoggiai al fornello, e lo dissi tranquillamente:

— Serafina, è venuto il momento di scegliere fra tuo padre e il tuo seduttore. Serafina, che cosa hai detto poco fa a quell’uomo?

E poichè mia figlia rispose solo a singhiozzi, ripetei la domanda con una lentezza calcolata.