— Sono da lei — dice il pennuto cacciando in una casella una lettera raminga.
— Giungeranno — ripiglia il professore vilmente — giungeranno forse lettere ferme in posta dirette al professore Marcantonio Abate.... favorisca farmele mandare a casa.
— Dove? — chiede l’impiegato strappandosi la penna d’oca e accingendosi a scrivere in un registro.
E Marcantonio deve anche svelare la strada, il numero del portone, la scala e il piano. Ci è altro a fare per tagliarsi le braccia? Null’altro, il Signor Io ha fatto tutta quanta l’operazione, e gli è riuscita benissimo.
Ora può andarsene tranquillamente a casa.
***
Marcantonio Abate ha mandato alla posta un uomo messo certamente al mondo coll’intenzione di fare il messaggero modello in questa congiuntura.
Battista, il portinaio, non sa leggere affatto, ma vuol far credere che sa quanto chicchessia; messo faccia a faccia colla carta scritta, egli la guarda severamente, poi sorride, e quando può se ne allontana.
Non potendo sfuggire il foglietto su cui il professore ha scritto Al signor I. O., fermo in posta, Battista lo ha cacciato in tasca, ha ascoltato tutte le istruzioni verbali, ed è corso alla posta nel massimo turbamento.
E un’ora dopo ritorna con un sorriso trionfante, porge la carta al professore e dice: