Fra le due figure, una terza, respinta di continuo, si ostina a farsi vedere ogni tanto — è la signora vestita di nero, col mazzolino di fiori sul petto, l’incognita che dovrebbe entrare nel caffè Biffi alle ore nove di questa sera, se la lettera che gli dà la posta non fosse una monelleria di qualche sventato.
Quel vestito nero e quel mazzolino di fiori perseguitano il Signor Io, il quale ha bisogno di ripetere a sè stesso che al caffè Biffi non ci andrà.
Intanto, che fare? Le pretendenti aspetteranno una risposta.... «Aspettino» sentenzia severamente Marcantonio.
Tutto quanto il giorno, egli sta saldo nel suo doppio proposito di aspettare altre offerte prima di rispondere, e di non andare al caffè Biffi col fiore rosso e colla cravatta bianca. Ma giunta la sera, quando fa per avviarsi ai bastioni, le gambe non gli obbediscono e lo portano in galleria; se si distrae ancora un poco, lo faranno entrare dove egli non vuole assolutamente. Marcantonio non si distrae più; invece guarda l’orologio e pensa: «se io entrassi, che male vi sarebbe?»
Veramente che male vi sarebbe se Marcantonio entrasse? Non ha la cravatta bianca, non porta fiori di nessun colore all’occhiello, e il caffè è pieno di gente. Sono le otto e mezza. Egli può mettersi in sentinella a un piccolo tavolino, dietro la vetrata della porta d’ingresso; se l’incognita viene davvero, la vedrà, perchè dovrà passargli davanti; se invece hanno voluto fargli un tiro, i risancioni ci rimetteranno il francobollo.
Marcantonio ha già passato l’uscio, ed ha conquistato il suo posto d’osservazione.
È curiosa. Ora che il negozio gli si presenta pel suo verso giusto, non gli pare più che debba essere una burletta. Per assicurarsi gira lo sguardo intorno; senza parere, scruta la faccia dei vicini; tutta gente innocua che beve la birra come lui o piglia lentamente il gelato. Non vede a nessun tavolino quel tal crocchio di giovinastri che gli ha messo tanta paura; se ora l’incognita venisse, egli la vedrebbe benone, ma essa non vedrebbe lui. Peccato!
Sono le nove meno un quarto ed entra sempre gente nel caffè; signore e signorine poche. Eccone una vestita di rosso carico: è bella, ed ha un mazzolino sul petto; eccone un’altra vestita di seta bigia: è brutta, ed ha un mazzolino sul petto. To’! tutte le signore che sono nel caffè hanno un mazzolino sul petto! È moda, e il professore di filosofia non lo sapeva.