Mentre Anna Maria rifà i letti e le stanze, io me ne vado a girellare nel vicino boschetto dei giardini pubblici; sulla cantonata della villa reale incontro il mio vecchio amico, mendicante di professione, filosofo per istinto.
Egli mi vede, e subito si avvicina sorridendo, per salutarmi.
— Buon giorno — mi dice; ed io gli ripeto: — Buon giorno! — e tiro dritto, oppure mi fermo a discorrere con lui. Non gli ho mai dato un soldo, e non gli darò mai un quattrino, non per avarizia, ma per principio. Egli lo sa e non mi dà torto. Talvolta mi seggo sopra una panca, egli si addossa ad un ippocastano, ed io lo interrogo:
— Avete guadagnato molto ieri?
Egli ribatte la domanda di sbieco, dicendo che i tempi sono tristi e che gli uomini non hanno più paura dell’inferno.
— Ma le donne? — insisto.
— Le donne — risponde con un risolino — le donne fanno qualche cosa per salvarsi l’anima.
Bisogna sentire che ironia profonda quando dice «per salvarsi l’anima!»