Quanto è igienica la virtù! quanto è sana la grandezza d’animo!

Quando l’egoismo pubblico dà battaglia ad un cuore generoso e lo vince, non è vero che la vittoria è umile, che gloriosa è la sconfitta?

Marcantonio raccatta da terra la lettera con cui la sorte ed il mondo hanno intimato a lui di combattere, e va a mettersi dinanzi alla scrivania.

Egli scrive:

«Serafina! So che tu sei sventurata, e perciò sento un’altra volta d’esserti padre e d’amarti. Siano cancellati dal tempo quegli anni che tu hai passato lontana dal tuo genitore; ritorna alla casa paterna e vi troverai il posto ancora caldo che occupasti nella tua infanzia beata. Una sola condizione io faccio, ed è che non si parli d’un passato che non avrebbe dovuto esistere. Prometti a te stessa, prima di rientrare nella casa e nel cuore di tuo padre, che non farai alcuna allusione al tempo del nostro comune dolore. Troverai tutte le chiavi sul canterano, dove le deponesti nell’andartene; ripigliale e riannoda il filo della nostra esistenza felice là dove fu rotto dal tuo capriccio. Anna Maria, che ti porta questa lettera, sarà sempre ai tuoi ordini, e ti aspetterà in cucina. Io ti ritroverò domani, ritornando dalla scuola, come se tu non fossi mai stata assente. Tu ritroverai me quale ero, forse un po’ invecchiato, ma forte ancora tanto da bastare alla tua felicità. Il tuo babbo.»

«Le piacerà! — pensa Marcantonio quando ha riletto il suo piccolo capolavoro. — Serafina è sempre stata tenera; leggendo questa lettera, piangerà dal principio alla fine; ma qui dove dice: prima di rientrare nel cuore di tuo padre, vorrà essere un diluvio.»

Marcantonio suona il campanello per chiamare Anna Maria, la quale, a quest’ora, suol essere nella cucina melanconica, contemplando il camino spento, ed aspettando che il padrone se ne vada pei fatti suoi, per rigovernare lo scrittoio e le altre camere. E Anna Maria, all’insolito rumore che il campanello fa sul suo capo, leva gli occhi in alto e vede, sospeso ad un filo, un ragno che si affretta a risalire fino al soffitto.

«Ragno di sera, spera,» pensa Anna Maria, poi accorre coraggiosamente.