— Dio grande! — balbetta Marcantonio — tuo figlio, non è vero? E la tua malattia era?....
— Sì, era.... — risponde Serafina.
Null’altro. Dopo un breve silenzio, suo padre chiede con voce rauca, senza scostare la faccia dalle mani:
— Un maschio?
— Sì, un bel maschio; compie oggi il quarantesimo giorno....
— Imprudente! — mormora il padre — e si chiama?
— Marco, Antonio, Corrado, Iginio, Maria.
— Marcantonio! E dov’è ora?
— A balia. Ma Faustina è a casa ed aspetta la mamma.
— Andrò io — dice il povero padre; — la bimba mi conosce; tu non ti muovere, ti potrebbe far male. Rimani qui tranquilla, sono le tre, è l’ora della mia lezione al liceo — ma troverò un pretesto per rendere felici i miei scolari.