Il signore desidererebbe bagnare la punta d’un dito qualunque colla saliva o con qualsiasi altro liquido incoloro ed inodoro, e fregare poi pian piano una delle guance e una delle sopraciglia della signora — non le farebbe alcun male; — ma non potendo esprimere questo desiderio, dice senza pensarvi:

— Vorrei vedere Faustina....

Si cancella il sorriso dalla faccia della signora, la bocca sua si chiude quanto è possibile nel domandare:

— Che cosa ci entra Faustina? Il signore non è dunque?...

Marcantonio capisce d’esser preso per un altro e si affretta a presentarsi:

— Sono Marcantonio Abate, professore di filosofia, padre della signora Serafina, nonno di Faustina, e vorrei vedere la bimba.

Egli ha messo tutta la dolcezza possibile nel dire queste parole innocenti, che pure sembrano turbare la signora, la quale, solo dopo un sospiro prolungato e misterioso, acconsente a sorridere un’altra volta.

— Andrò a vedere — dice.

Dice, e s’allontana con un’andatura sbilenca, mentre Marcantonio, a cui rimane una gran confusione d’idee nel cervello, fissa gli occhi sulla porta, d’onde immagina che dovrà entrare la sua bambina.

Intanto un uscio si apre alle sue spalle ed egli non se ne avvede.