VI. -- Allo stesso
_(Cod. Magliabecchiano II, I, IV)._

Almo Pastor, che godi alle chiar'onde
del più bel fiume che Toscana onori,
cui s'aggiran le grazie e i santi amori,
lieti spargendo intorno fiori e fronde:

le tue virtuti a null'altro seconde,
alto soggetto a più gentil pastore,
da i colli ornati già di mille allori,
mi volser con mie gregge a le tue sponde.

E al primo mio disir, nuovo disire,
aggiunto ha dentr'al cor tua cortesia,
che in le tue piagge eterno sia 'l mio albergo;

e vorrei bel almen farmi sentire
grata al tener della zampogna mia,
ma a dir el ver tant'alto el suon non ergo.

VII. -- Allo stesso

Signor, che con pietate alta e consiglio,
(onde tanto più ch'altro al mondo vali)
venisti a medicar gli antichi mali,
del fiorito per te purpureo giglio;

io che scampata da crudele artiglio,
provo gli acerbi e ingiuriosi strali
quanto sian di fortuna aspri e mortali,
a te rifuggo in sì grave periglio;

e solo chieggo umil, che come l'alma
secura vive omai ne la tua corte,
da la vicina e minacciata morte,

così la tua mercè di ben n'apporte
tanto, che l'altra mia povera salma
libera venga per le ricche porte.