Voi sete quel, ch'avete ambe le chiavi
di quegli eccelsi, e gloriosi cori
che fan più ch'ancor mai felice l'Arno;
or volgetele a me così soavi,
ch'entro raccolta, mai non esca fuori;
e prego umil non sia 'l mio prego indarno.
XVII. -- A D. Pedro di Toledo
Ben si richiede al vostro almo splendore
del chiaro sangue, e a la virtù eccellente,
che si canti Signore eternamente
ne' giochi di Parnaso il vostro onore;
ond'è ch'a dir di voi, dentr'al mio core
s'accende ognor un vivo foco ardente;
ma come a l'alta impresa non si sente
l'anima ugual, si spenge il novo ardore.
Non s'assicura nel profondo seno
di vostre glorie entrar mia navicella
sotto la scorta del mio cieco ingegno.
Solchi 'l gran mar di vostre lodi a pieno
più felice alma, a cui più chiara stella
porga favore in più securo legno.
XVIII. -- A Pietro Bembo
Bembo, io che fino a qui da grave sonno
oppressa vissi, anzi dormii la vita,
or da la luce vostra alma infinita,
o sol d'ogni saper maestro e donno,
desta apro gli occhi, sì ch'aperti ponno
scorger la strada di virtù smarrita;
ond'io lasciato ove 'l pensier m'invita
de la parte miglior per voi m'indonno: